
Otto persone sono state arrestate per il furto compiuto ad Aversa il 22 novembre scorso, ai danni della filiale Unicredit situata in Piazza Vittorio Emanuele. Gli arrestati, residenti tra Aversa, Caivano, Pomigliano, Afragola, Acerra, e Nocera Inferiore, hanno tra i 39 e i 55 anni, e adesso devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, rapina aggravata, furto aggravato, ricettazione e riciclaggio di veicoli di provenienza furtiva.
Dopo le notizie trapelate nei giorni scorsi, martedì 4 febbraio la Procura di Napoli Nord di Aversa, diretta dal procuratore Francesco Greco, ha ufficializzato l’operazione compiuta dagli agenti delle Squadre mobili di Caserta e Napoli e dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna.
Alle prime luci dell’alba del 22 novembre scorso, la banda armata bloccò vari punti di accesso al centro cittadino, con tir e auto, posizionati di traverso lungo le strade adiacenti la filiale Unicredit. Con una gru montata su un autocarro, demolirono i vetri dell’istituto di credito dov’erano custodite le cassette di sicurezza e ne trafugarono 86. I rapinatori, armati fino al collo e coperti con passamontagna, portarono via contanti, preziosi, lingotti d’oro, orologi rolex, che secondo le denunce dei proprietari ammontano ad un valore di circa 500 mila euro. Secondo gli investigatori, i beni trafugati ammonterebbero invece, ad alcuni milioni di euro.
Fondamentali per le indagini si sono rivelate le immagini riprese dal sistema di video sorveglianza, che hanno consentito di scoprire che una delle auto e un camion erano stati rubati alla stessa persona, che – secondo gli inquirenti – farebbe parte del gruppo armato. Utilizzati anche dei virus “trojan” installati di nascosto su alcuni telefonini, che hanno consentito agli investigatori di ascoltare le conversazioni degli indagati.
La banda è considerata responsabile anche di un precedente colpo, compiuto ad Afragola il 22 ottobre scorso, in quel caso fallito, e di uno ad Acerra, eseguito il 19 settembre, quando fu asportato lo sportello Bancomat, con all’interno 30mila euro. Anche in quest’ultimo caso fu utilizzato un carro-gru.
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