
La Procura di Aversa ha indagato 79 persone, tra funzionari, dipendenti e imprenditori, ottenendo per 12 di loro la custodia cautelare agli aresti domiciliari. L’inchiesta è stata svolta dai carabineri del Nas che l’hanno chiamata “Penelope”, a seconda delle singole posizioni,sono contestati episodi di assenteismo, corruzione e gare d’appalto truccate e non manca un’ipotesi di abusi sessuali. Ad altri sei indagati sono state notificate misure interdittive, complessivamente sono stati sequestrati 1,5 milioni di euro. In una prima tranche dell’indagine, nel novembre scorso, sono state già sospesi 22 dipendenti Asl accusati di assenteismo.
Tra gli indagati anche il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, a cui viene contestato il reato di traffico influenze in relazione a un episodio, l’interessato si è detto ignaro ed a disposizione della magistratura.Tra i 12 arrestati anche l’ex direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Aversa Luigi C., secondo l’ipotesi accusatoria gestiva come socio di fatto due strutture private per malati psichici in cui sarebbero stati ricoverati anche pazienti che curava come medico dell’Asl, per queste vicende sono finiti ai domiciliari anche uno psichiatra dell’Asl Nicola B. e e un dipendente A.S.. Tra gli arrestati anche alcuni imprenditori ritenuti protagonisti di accordi corruttivi, tra questi Michele S., di Sessa Aurunca, titolare di Rsa e centri per la riabilitazione e Cuono Puzone, presidente della Misericordia di Caivano, due imprenditori edili che effettuavano lavori per l’Asl, ovvero Alberto M. di Casaluce e Antonio P. di Marano e un commercialista di Teverola, Antonio S.. .L’ex direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl era già stato rimosso dall’incarico nel gennaio dello scorso anno. La stessa azienda sanitaria aveva inviato più segnalazioni alla Procura di Aversa ed essa stessa ha collaborato alle indagini.
I servizi di trasporto del 118, secondo l’accusa, venivano affidati ad un’associazione di volontariato i cui vertici avrebbero corrisposto regali e altre utilità, come l’assunzione di propri familiari. Viene contestata anche la corruzione dei gestori delle strutture di riabilitazione convenzionate che, in cambio dell’affidamento diretto dei pazienti e dell’omessa attività di controllo sui piani riabilitativi, avebbero corrisposto somme di danaro e altre utilità. Alcuni funzionari, secondo gli inquirenti, con intestazione fittizia a persone compiacenti di strutture private convenzionate avrebbero indirizzato verso le stesse i pazienti.
Gli inquirenti ritengono che fondi dei progetti destinati alle “fasce deboli” sarebbero finiti nelle tasche di dipendenti Asl. Nell’indagine anche un’episodio relativo ai lavori presso la villa confiscata a Walter Schiavone, fratello del boss Francesco Schiavone “Sandokan”, costruita come quella del film “Scarface”, che dopo la confisca è stata trasformata in un centro diurno di salute mentale dell’Asl. Non manca una contestazione di abusi sessuali ai danni di una paziente visitata in uno studio medico: l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Maria Gabriella Iagulli, riporta che l’ex dirigente del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Luigi C.. in un’intercettazione telefonica di una conversazione tra il medico e la donna, il 28 settembre 2019, l’uomo la invitava a non riferire quanto accaduto per evitare che lo venisse a sapere un’altra donna con la quale aveva una relazione, tuttavia gli inquirenti contestano comunque il reato sessuale in quanto ritengono la paziente “un soggetto certamente debole, facilmente condizionabile e ovviamente non libero nel proprio consenso”