ambulanza soccorso 118

E’ durato circa 3 ore l’interrogatorio di garanzia del medico 74enne ‘no vax’, accusato di omicidio colposo per aver consigliato ad un suo paziente, un camionista 68enne di San Marcellino, una cura a base di funghi per patologie molto gravi. Il dottore di Teramo, da lunedì ai domiciliari, si è difeso dalle accuse sottolineando di aver suggerito al suo assistito di chiamare un’ambulanza. Nel corso dell’interrogatorio l’accusato ha anche gettato ombre sul medico curante della vittima, attribuendogli presunte responsabilità.

Da quanto ricostruito il 68enne – che soffriva già di cardiopatia, ipertensione, ipercolerestolemia, diabete e problemi di prostata – ha accusato un malore il 6 dicembre scorso, ma l’indagato avrebbe sconsigliato il suo ricovero. Questo dato sarebbe emerso in una telefonata tra il dottore e la moglie dell’uomo. Inoltre, il sanitario avrebbe consigliato cure a base di funghi, non riconosciute dalla medicina ufficiale, senza neppure sapere se il paziente avesse contratto il Covid.

Solo al peggioramento delle condizioni, la compagna fortemente preoccupata ha deciso di chiamare il 118. Ma all’arrivo dei soccorsi, per l’uomo non c’è stato più nulla da fare.

Alla vicenda, gli inquirenti sono giunti casualmente, poiché il sanitario, era monitorato dagli investigatori della Digos catanzarese nell’ambito di un’inchiesta ancora aperta.

Dalle intercettazioni del medico, ginecologo, già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei Medici, gli investigatori hanno scoperto il decesso per infarto e hanno deciso di approfondire. E’ venuto così alla luce che il 74enne, benché fosse ginecologo, di fatto dall’ottobre 2020 era diventato il medico curante del camionista sammarcellinese, affetto da numerose e gravi patologie. La coppia si era rivolta allo specialista, dopo aver visto la sua pagina Facebook, utilizzata per diffondere, con ampio seguito, proclami definiti “antiscientifici” dagli inquirenti sull’inesistenza del Covid e sull’inefficacia dei vaccini, proponendo cure alternative di origine cinese.

Il 74enne, accusato di aver effettuato una diagnosi sbagliata e di non aver fornito un trattamento terapeutico corretto al paziente, ha parlato a lungo dinanzi al gip di Teramo che ha celebrato l’interrogatorio per rogatoria in quanto l’inchiesta è della Procura di Catanzaro, con il gip calabrese che si è dichiarato da subito incompetente territorialmente.