Caro direttore,

come ho più volte dichiarato nelle sedute dell’Ufficio di Presidenza e, di recente, alla riunione tra i componenti dello stesso ufficio e i capigruppo dell’Unione, è opportuno che le circa 50 unità comandate presso gli uffici del Consiglio Regionale ad horas vengano rimandate presso gli enti e le aziende varie di provenienza. Questa mia convinzione scaturisce da valutazioni di aspetti di natura politica, morale e soprattutto contabile.

Allo stato, infatti, il bilancio di previsione del consiglio, non ancora approvato dalla stessa assemblea regionale, non ha la copertura finanziaria necessaria a far fronte al costo del personale comandato. Situazione confermata a più riprese dallo stesso responsabile del settore, Sibilio. Va inoltre considerato che molti dei comandati hanno professioni e qualifiche funzionali uguali a quelle di lavoratori già in forza al consiglio, creandosi pertanto presenze doppie e quindi spesso superflue. Correttezza vuole, dunque, che si azzeri la presenza dei comandati presso il consiglio e si elabori, in tempi brevi, un serio ed articolato programma di assunzioni che tenga conto di quelle che effettivamente sono le carenze organiche all’interno di ciascun ufficio. Si avvii poi un confronto con i dirigenti e i capigruppo regionali, insieme ai quali si stabilisca come procedere alla copertura dei vuoti in organico. Senza precludere alcuna soluzione: pubblici concorsi; nuovi comandi o altro che si ritenga più opportuno. Fermo restando che occorre reperire le necessarie risorse per far fronte a questo supplemento di personale dal momento che la situazione finanziaria odierna non solo non consente di sostenere i 50 comandati “ereditati” ma anche, sembra, di quelli distaccati per legge. Preciso, in conclusione, che questa mia posizione è ampiamente condivisa dal capogruppo del mio partito Antonio Amato e dai colleghi del gruppo.

Distinti saluti

Angelo Brancaccio Consigliere regionale, componente dell’ufficio presidenza della Regione Campania