La parola sciopero sembra essere diventata una bestemmia per Cgil, Cisl e Uil: cè la seria possibilità che i diritti acquisiti da circa 300mila persone tra docenti e collaboratori scolastici siano definitivamente annullati da questo governo, ma i sindacalisti, specie quelli del comparto scuola, oltre alle parole di circostanza ed ai comunicati di dissenso non hanno ancora proclamato una giornata di protesta, e si badi bene la questione non è relativa ad un fatto bilancio ma alla validità di titoli acquisti da migliaia di persone che da anni contribuiscono allesistenza della scuola italiana:
la decadenza delle graduatorie permanenti, una norma capestro inserita a tradimento nella finanziaria che dal 2010 priva gli interessati del loro status. A dire il vero la Cgil scuola ha parlato di manifestazione nazionale, ma lo sciopero non ancora, magari lo faranno dopo che la legge ammazza scuola sarà definitivamente approvata dal Senato, così almeno salveranno la faccia con il personale interessato che viene informato poco o nulla dagli organi territoriali di questi sindacati, che pur essendo maggiormente rappresentativi sono notoriamente amici del governo, e di fronte ad un compressione di diritti di questa portata si stanno comportando nel modo che tutti possono vedere. La Cgil scuola guidata da quellEnrico Panini, che allepoca del Ministro Moratti si è distinto moltissimo con il suo attivismo a difesa della filiera della conoscenza questa volta lo si vede meno su giornali e televisioni, tutto è diventato più soft. Del resto il suo sindacato ha tre sottosegretari e due ministri, e certamente chi è al di sopra di lui nelle gerarchie cigielline non gradirebbe uno sciopero amico, la Cisl e la Uil invece nicchiano, per adesso cè solo un comunicato stampa di dissenso alla presa di posizione del governo. Laltra sera sulla questione ha parlatoo il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, a Napoli, parlando della scuola, ha detto che (fonte Agenzia Agi): Bisogna mantenere le graduatorie degli insegnanti precari anche oltre il 2010 e non si capisce perché abolirle. Bisogna lasciare una prospettiva di stabilità a questi lavoratori ha detto ancora Epifani ci saremmo aspettati di più da questa finanziaria anche per il comparto della scuola; è un fatto importante che si stabilizzino 170mila lavoratori però è sugli investimenti che ancora non ci siamo". Bene, ma la Cgil ha di fatto il peso di un partito di maggioranza, i suoi due ministri e i tre sottosegretari lo sanno, o si tratta solo di parole?
Salvatore Pizzo