Il castello (monastero) di Casaluce risale all’anno 1000, lo fece costruire da Rainulfo Drengot, il condottiero normanno fondatore della Contea di Aversa. Nel ‘300 fu trasformato in monastero e l’8 agosto 1360 fu conferito ai padri celestini, esso custodisce un’icona della Madonna di Casaluce, che si ritiene proveniente da Gerusalemme, ci sono anche due idrie di alabastro, che sono ritenute quelle del miracolo di trasformazione dell’acqua in vino fatto da Gesù a Cana in Galilea.

Tutto cade a pezzi, è un’opera bellissima che altrove sarebbe un richiamo turistico per il territorio, ma i politicanti che ci ritroviamo sono quelli che sono sono. Il santuario-abbazia dedicato a Maria Santissima di Casaluce che è al suo interno, è stato anche interessato da lavori di restauro voluti dalla Soprintendenza a beni culturali, ma sono rimasti incompleti per mancanza di finanziamenti. Prima dei lavori, nella Cappella delle Sette Porte c’erano degli affreschi trecenteschi della scuola di Giotto, staccati per il restauro e portati a Napoli al museo di San Martino, da dove non sono più ritornati, anzi una parte di essi è esposta al Maschio Angioino. Ci sono altre cappelle laterali, che contengono dipinti attribuiti a Niccolò di Tommaso. Il parroco, don Michele Verolla, ha scritto lettere a tutti i politici immaginabili, ma il sito continua a cadere a pezzi. Una leggenda racconta che una donna e un bambino, respinti da un altro monastero, bussarono a a Casaluce dove trovarono ospitalità per una notte. La mattina dopo non c’erano più, ma dove avevano dormito c’era l’icona della Madonna nera, che è attribuita a San Luca, l’evangelista pittore. In realtà proviene, come le idrie, dalla Terra Santa, a Casaluce la portò Ruggero Sanseverino, vicario di Carlo I d’Angiò. L’icona per secoli è stata oggetto di una disputa fra Casaluce e Aversa, fino a che il Tribunale ecclesiastico non decise che rimanesse 6 mesi in un posto e 6 mesi nell’altro. Nel 1978 l’opera fu danneggiata da un folle e più volte è stata rubata. È venerata anche in Sudamerica, a San Paolo del Brasile c’è una parrocchia a lei dedicata. Nel complesso ci sono passati vari regnanti: Giovanna d’Aragona, Alfonso I d’Aragona, Carlo V d’Asburgo, Carlo di Borbone.

Di red