Il prossimo 29 marzo sarà inaugurata la centrale termoelettrica di Teverola, un progetto che ha preso corpo nel 2004, ma solo oggi c’è chi si pone dubbi circa il rispetto dei prametri relativi alla sicurezza ambientale, e dell’altro ieri la notizia che Il consigliere regionale Nicola Caputo, nel corso del question time ha interrogato l’assessore campano all’Ambiente, Luigi Nocera sollecitando un’adeguata attività di monitoraggio del livello di inquinamento atmosferico ed elettromagnetico.

Spiega Caputo che sottolinea come “l’entrata in funzione dell’impianto della Set avrà ripercussioni estremamente negative sul territorio, in termini di inquinamento atmosferico, elettromagnetico ed acustico”. L’assessore all’Ambiente Nocera ha garantito che le indicazioni del consigliere Caputo – tra l’altro esponente del civico consesso di Teverola – saranno eseguite e che la giunta regionale ha già predisposto un sistema di controllo dell’area che sarà interessata dall’attività della centrale. La centrale è il frutto di un progetto della società Set che ha agito in partnership con la società svizzera Rätia Energie AG ed i bolognesi di Hera. L’ingresso di Hera (39%) nell’operazione è stato sottoscritto nel 2004, con un contratto di finanziamento con Banca Medio Credito Centrale Spa, quale banca arranger, e Banca OPI Spa per un importo massimo di 169 milioni di Euro, di cui 125 milioni di Euro finalizzati alla realizzazione e messa in opera della centrale e la quota restante alla copertura dell’esborso IVA. In Italia il gruppo Rätia Energie AG è presente con Rezia Energia Italia che possiede il parco eolico di Corleto Perticara (PZ) con una potenza di 9 MW e gestisce la linea San Fiorano-Robbia, la maggiore linea di interconnessione energetica tra Italia e Svizzera. Lo scorso anno il gruppo ha raggiunto in Italia un fatturato di oltre mezzo miliardo di Euro.

Di s.p.