Rivolgendomi al Presidente Spezzaferri, che tra l’altro ho avuto il piacere di averlo come portiere in una mia partita del cuore contro gli attori comici organizzata l’anno scorso, lui è una persona squisita ed estesamente sensibile, oltre che a lui mi rivolgo anche al Sindaco che era domenica allo stadio. Voglio esprimere una richiesta che forse servirà al cambiamento, pre questo mi permetto di fare delle importanti osservazioni, rivolgendomi anche agli ultras Aversani: faccio notare che allo stadio ci sono anche tifosi meno abili con sedie a rotelle e quindi meritano un minimo di rispetto.

Io personalmente domenica ero presente allo stadio con altri due ragazzi su sedia a rotelle, ho dovuto fare discussioni con molte persone per far si a poter avere un pò di vista attraverso la rete protettiva, perché erano attaccati striscioni in tutte le altezze e quindi ho dovuto io stesso toglierne uno di fronte al rifiuto di tutti ad aiutarmi. Solo un fotografo di bordo campo (Nino Gravino), mi ha aiutato, l´ho avuta per vinta. Inviterei quindi gli stessi ultras ad usare intelligenza e cuore col dare visibilità e rispetto a chi su sedia a rotelle e almeno ove posizionati i disabili, striscioni pubblicitari o quelli di gruppi di ultras, club e altro… non devono per legge superare gli 80 cm di altezza partendo del terreno, ma nel caso dello stadio di Aversa cosi strutturato, potrebbe essere a 1 m di altezza tenendo conto del cordoncino di cemento che separa l’erbetta dalla ricenzione di ferro cancellato. L’ideale sarebbe comunque l’adeguamento alla legge che vieta le barriere architettoniche, che ci fosse una tribuna recintata solo per tifosi disabili posizionati non lontano dalla tribuna al pubblico. Gli scivoli attualmente esistenti sono in precario stato, non a norma e pericolosi e senza nemmeno un minimo di protezione, non parlando poi delle condizioni dell’ingresso che non danno accesso di cammino alle sedie, ostacolate da terreno dissestato. Ci siamo sentiti comunque molto entusiasti per la vittoria dell´Aversa Normanna che ha battuto il Barletta e anche perché appenderò alla parete tra i preziosi dell´AISA, la maglia con il numero 7 che il brillante giocatore Nicola Romaniello mi ha donato. Per questo chiederò a giorni un incontro con il Presidente Spezzaferri, sono referente di una associazione (AISA), Italiana riconosciuta giuridicamente che grazie a Dio aiuta a far rispettare anche i diritti dei disabili in genere e dei loro famigliari. Aversa è stata come lo sarà sempre, città accessibile e molto vicina ai nostri problemi, ci auguriamo che ciò avvenga anche per lo stadio

 Paolo Zengara – Aisa