Scrivo questo delirio irrorante di lacrime la tastiera del portatile. La tivù propone questa sera un film ambientato in un orfanotrofio, era tempo che non mi commuovevo dinnanzi ad una pellicola, Padre Gabriel mi ha promesso l’istituzione di un corso di italiano per i bimbi abbandonati di Adi Quala che mi sono impeganto a sostenere, si tratta di uno sforzo modesto:
un’insegnante di lingua e due inservienti per le normali necessità del brefotrofio. Adi Quala si trova lungo la Strada dell’ Impero, la via voluta dalle velleità postrisorgimentali dell’Italia coloniale, di qui le nostre truppe erano passate nel 1896 quando Menelik sconfisse, nelle valli di Adua, il Regio Esercito. Su un enorme masso sul ciglio della carrrozzabile la frase "ROMA AVANZA CON LE SVE STRADE". La rivincita fu consumata il 6 ottobre 1935 appena tre giorni dopo l’ingresso nel Tigrai quando il II Corpo d’ Armata composto da reparti nazionali e da truppe coloniali entrò nella città…. "ricevendo – si leggerà- atto di sottomissione di notabili, clero e popolazione". Sottolinea la canzone: "Adua è conquistata, è ritornata a noi..", sì perché il Fascismo non si risparmiava quanto ad inni. Più nota l’aria di "Faccetta nera"… io, la Faccetta Nera, l’ho conosciuta personalmente; non sto millantando. Faccetta Nera è un personaggio in carne ed ossa… un bambina orfana, forse schiava (il regime negussita tollerava tale pratica "barbara" come l’aveva definita il Duce che aveva promesso di "spezzare i ceppi" in terra d’ Abissinia). Dei suoi figli due studiano in Italia, uno presso la facoltà di Belle Lettere dell’ Università di Udine, l’altro alla Scuola di applicazione dell’ esercito a Torino, fu raccolta dagli Alpini lungo la via imperiale; divenne la loro mascotte.