E’ stato interrogato per oltre 6 ore Pasquale Zagaria, il fratello del capo del Clan dei Casalesi superboss Michele che si è costituito nei giorni scorsi presentandosi a carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il fatto che gli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia lo abbiano ascoltato per sei ore, significa che di cose ne ha dette, Pasquale Zagaria è considerato la mente imprenditoriale del clan, il più sanguinario d’Europa, coloui che doveva tenere i rapporti con le istituzioni, occuparsi degli appalti e i collegamenti con gli “amici” del Nord, in particolare quelli di Parma, attraverso i quali l’organizzazione avrebbe ripulito molti moltissimi soldi.

Pasquale Zagaria deve scontare ancora la metà della pena di 6 anni e 6 mesi che ha avuto per le tangenti dell’Alta Velocità. Zagaria era anche ricercato per un altra vicnda relatia al riciclaggio di denaro sporco a Parma, dove il clan ha degli interessi forti, 50 milioni è il valore dei beni sequestrati nella città emiliana, e dei contatti importati con persone del post. Sono indagati l’immobiliarista Aldo Bazzini e l’agente immobiliare, ex assessore Alfredo Stocchi, i quale gli avrebbe venduto un immobile importante. Andrea Bazzini, figlio di Aldo, ha già patteggiato 2 anni, Annmaria Errante, parente acquisita degli Zagaria  che è legata a Bazzini padre, ha patteggiato un anno e 4 mesi. Nell’inchiesta è testimone anche Giovanni Berinini, attuale assessore di Forza Italia al Comune di Parma, che quando era Presidente del Consiglio Comunale e consigliere del Ministro delle Infrastrutture Lunardi (quello che disse: “Con la mafia bisogna convivere”) incontrò poprio Pasquale Zagaria, che stando alla testimonianza gli fu presentato come imprenditore. Se Zagaria sta parlando veramente, saranno probabilmente molti gli inquilini che nei palazzi del potere in queste ore staranno tremando. In uno dei filoni dell’inchiesta è coinvolto anche Vittorio Insigne, consigliere regionale dell’Udeur che ha chiesto il giudizio abbreviato, appartiene al partito di Mastella, il fautore di una proposta legge che è passsata alla Camera alla quasi unanimità e che se dovesse passare anche al Senato ci impedirà di raccontare vicende come queste, prevede che non si parli delle inchieste fino alla fine dell’udienza preliminare, roba da regime sudamericano. Intanto per le strade di Parma è ancora ben visibile la gigantografia di Michele Zagaria che è stata posizionata dal movimento on line “il richiamo.org”, fatto di giovani napoletani anticamorra, che con dei volantini hanno spiegato ai parmigiani che nella loco città ci sono imprenditori che hanno siglato un patto Nord – Sud con i Casalesi.

Parma, Borgo Giacomo Tommasini

 

 

 

 

 

 

volantino del richiamo.org

(il testo è stato pubblicato sul nostro giornale sabato 30 giugno)