E da tempo che andiamo dicendo che lo scrittore Roberto Saviano, quando fa il giornalista parlando di Clan dei Casalesi e roba simile, rivela notizie la cui cronaca spesso già labbiamo letta sui giornali del Casertano e dellAversano (compreso il nostro). Ovviamente nulla da dire al Saviano scrittore, la letteratura sicuramente non è pane per i nostri denti, e lui sarà sicuramente unottima penna alla quale va il dovuto ossequio. Saviano (nella foto) ha anche la fortuna, (o la bravura?), di avere editori importanti, quindi assume più peso, quando esplica notizie per le quali già molti altri colleghi giornalisti stanno rischiando la vita da molto prima di lui.
Fu minacciato proprio quando diede alle stampe Gomorra, un successo editoriale, chissà perchè gli stessi camorristi non hanno minacciato allo stesso modo tutti gli altri che quotidianamente, sicuramente anche oggi, li pubblicano con tanto di foto sui tanti giornali locali del nostro territorio. Saranno giornali scritti male, ma quelli che ci lavorano le notizie le hanno date e le danno prima di Saviano. Venerdì su Repubblica ha scritto che Zagaria ha interessi immobiliari a Milano, era vecchia, è stata già detta, ha parlato degli interessi a Parma, per chi ci legge la colonna parmigiana del Clan dei Casalesi era cosa risaputa, noi e gli altri su Parma e la Camorra abbiamo scritto articoli a iosa. La novità qualera? Molti hanno gridato lo stesso allo scoop della penna anticamorra, il nome importante e il giornale prestigioso fanno fare anche questo. Ha descritto fatti che riguardano il Clan dei Casalesi che i cronisti di giudiziaria e nera del nostro territorio hanno già detto da tempo, spiace che un giornale come Repubblica si comporti in questo modo con le testate locali, potevano citarle, avrebbero reso omaggio a quelli che vanno direttamente nelle aule di giustizia guardando negli occhi ai boss ed affini, raccogliendo le informazioni sul campo, senza avere grossi editori alle spalle. Nella nostra zona nemmeno le più grandi agenzie a volte coprono certi fatti, in questo paese si crede che solo fare linviato di guerra sia un pericolo, spesso da noi non ci sono lanci dagenzia nemmeno su condanne pesanti o fatti di sangue, e questo la dice lunga sul coraggio che ci vuole. Alcuni lo fanno per quattro soldi, perchè quì le tariffe sono quelle che sono, alcuni di noi addirittura per missione sociale: almeno diremo un giorno ai nostri figli che qualcosa abbiamo fatto, non abbiamo taciuto. Nelle redazioni milanesi e romane conoscono meglio le stragi del Medioriente, non prestano attenzione ai problemi simili di casa nostra: lo abbiamo detto e lo ripetiamo Noi come la strisca di Gaza. Non volete crederci, siamo una piccola testata on line peraltro pubblicata in esilio, chiedete ai nostri concorrenti almeno quelli che operano sul fronte aversano: Maria Concetta Palomba (Corriere di Caserta) una che dimostra di avere fegato da quando era poco più che una bambina, Carlo Pascarella (Giornale di Caserta), che ha subito minacce già quando Saviano era uno sconosciuto, Rosaria Capacchione (Il Mattino) la conosciamo poco però la leggiamo, anche lei è arrivata prima di Saviano, per questo vanno ricordati anche Maria Giovanna Pellegrino, Giovanni Maria Mascia e Gabriella Gatto (Gazzetta di Caserta), poi cè anche Biagio Salvati, dellagenzia di stampa Casertasette che fu anche il primo e forse lunico a dare una notizia interessante: la ristampa di Gomorra da parte di Mondadori, perchè a pagina 141, non cera la citazione relativamente a quanto già aveva pubblicato sul quotidiano Cronache di Napoli il giornalista Simone De Meo, erano notizie di un Patto tra il clan di Lauro e gli scissionisti, era uscita il 27 giugno 2005, ma sulle mancate citazioni in Gomorra, la Palomba potrebbe anche altro da dire.
Salvatore Pizzo