Se la fonte non fosse autorevole sarebbe stata una cosa difficile da credere, il Corriere della Sera ha rivelato che venerdì in un dibattito aperto al pubblico nell’ambito della Festa della Margherita, a Vietri sul Mare nel salernitano, la polizia chiedeva ai cittadini che vi si recavano che mestiere facessero, e quando qualcuno rispondeva di essere un insegnante, il poliziotto poneva il quesito:
Di ruolo o precario? I precari non entravano. Doveva intervenire il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni (nella foto sopra), evidentemente non gradiva il dissenso tra il pubblico, e per meglio evitare qualche fischio i precari, anche se iscritti ed elettori del suo partito, sono stati messi tutti alla porta, dalla Polizia. Un grave episodio che è passato sotto silenzio, nessun partito lo ha stigmatizzato, i sindacati hanno taciuto, lì a protestare c’erano Cobas e Comitato Insegnanti Precari di Salerno e l’appartenenza sindacale pone dei limiti non si può solidarizzare con la concorrenza. I problema è anche politico, la Margherita campana non ha ancora chiesto scusa, i docenti assunti a tempo determinato sono cittadini come tutti gli altri e, se così sono veramente andate le cose, quelli iscritti alla Margherita abbiano un po’ di orgoglio caccino via i loro dirigenti o straccino le tessere. Quello che è accaduto a Vietri è roba da dittatura sudamericana, gli uomini di scuola, bidelli, insegnanti, presidi e amministrativi iscritti alla Margherita hanno ancora la tessera in tasca? Sabato Fioroni era atteso a Bologna, per un convegno dal tema La scuola a tempo pieno guarda al futuro, in città c’era Beppe Grillo che teneva il V-day, evidentemente questo ha tenuto lontano molti big della politica italiana dalla città emiliana. A sostituire Fioroni c’era il funzionario del Ministero Emanuele Barbieri, era invece presente il ministro per le Politiche per la Famiglia Rosi Bindi, che non ha esitato a lanciare frecciatine al collega di governo margheritino come lei, ce riferendosi ai recenti annunci di Fioroni ha detto: Questa non lho capita nemmeno io perchè penso che si possano insegnare le tabelline magari in inglese, con il computer, riferendosi alla polemiche che riguarda le tre I, inglese, informatica ed impresa, nei programmi scolastici.
Salvatore Pizzo
Nella foto sotto: Rosy Bindi mentre dialoga con Enrico Panini (Flc Cgil) a margine del convegno di Bologna