Ancora una volta ad Aversa c’è stata l’aggressione ad un docente, martedì mattina un professore dell’Istituto professionale “Mattei” è stato aggredito mentre si trovava in classe. Il docente aveva appena iniziato il suo orario, quando si è accorto che nell’aula c’erano due intrusi, una volta scoperti uno si è dileguato, l’altro fermato dal professore ha reagito colpendo l’uomo con un pugno,

quindi il professor Alberto Stasi docente di “trattamento del testo” si è recato al pronto soccorso per farsi medicare. Uno dei due balordi è un ex alunno della scuola, al quale due anni fa il docente aveva a suo tempo mosso un rapporto disciplinare. Stando a quanto riportato da qualche organo di stampa, Stasi “starebbe valutando se sporgere denuncia”, in realtà deve farlo, altrimenti potrebbe essere passibile a sua volta di omessa denuncia, di fronte al codice penale non c’è libertà d scelta, una cosa che in questi casi spesso sfugge nel mondo scolastico, dove spesso si fa diventare oggetto di discussione anche ciò che le norme penali statuiscono in maniera chiara. Il professore nella sua qualità potrebbe inviare direttamente un’informativa alla Procura della Repubblica. E’ bene ricordare che i docenti in servizio rivestono a tutti gli effetti qualifica di pubblico ufficiale ed è un reato penale, perseguibile d’ufficio, aggredire un pubblico ufficiale mentre è nell’esercizio delle sue funzioni. Per giunta tutto è avvenuto introducendosi, senza averne titolo, in un edificio pubblico eludendone la sorveglianza ed interrompendo le attività di un pubblico servizio, quello dell’insegnamento, fatti che sicuramente sotto il profilo penale sono perseguibili. Sarebbe anche opportuno che nel futuro eventuale processo la scuola ed il Ministero dell’Istruzione decidessero di costituirsi parte civile, anzi già oggi si potrebbe avviare una causa per il risarcimento del danno nei confronti dei due balordi, magari se si tratta di minorenni rivalersi contro le famiglie, le quali toccate “in tasca” starebbero sicuramente più attente ai figli.

sa.pi.

Di sa.pi.