La decasteranizzazione è uno degli elementi fondanti che hanno portato alla nascita di questo giornale, che è un’iniziativa che rivolta ai nostri conterranei emigrati nel mondo proponendosi quale strumento per rendere ancor più indissolubile il legame con le terre natie, che nonostante i tristi fatti di cronaca vantano innumerevoli eccellenze, ma sia pregi che difetti spesso vengono malamente denominati, perché il nostro territorio, contro una legge che viola qualsiasi concetto di autodeterminazione dei popoli, è amministrativamente compreso nel territorio di una incomprensibile entità che hanno chiamato Provincia di Caserta.

Chissà perchè hanno scelto una città e senza un criterio apparente, hanno preso parti di territorio della nazione sottomettendole alla potestà provinciale di quella località. Fortunatamente nell’Aversano, nel Liternese, nel Casalasco e nell’Atellano, questa continua deriva casertana non appartiene a tutti, anche se sono molti coloro che sono genuflessi. Se in nome della legge siamo in “Provincia di Caserta”, democraticamente e legalmente nelle azioni di tutti i giorni è nostro dovere smarcarci sempre di più da quel toponimo che non è nostro, nulla ci vieta di eliminare dalle carte intestate (laddove non obbligatorio) la dicitura Provincia di Caserta. Non è vietato definirci: aversani, liternesi, casalesi o casalaschi, atellani e quant’altro. La nostra storia lo impone, una storia che possiamo benissimo portare agli antichi fasti, basta impegnarsi e non fare “ i casertani”. Quando ci arrivano comunicati ed altro materiale dai nostri luoghi, marchiati dal toponimo “Caserta”, li sentiamo come estranei. Tuttavia il Comune di Villa Literno, il cui consiglio comunale a suo tempo ha votato per la Costituzione della Provincia di Aversa (che sarà necessaria fino a quando ci sarà una Provincia di Caserta), di fronte ad una nostra osservazione ci ha fatto notare, attraverso l’ufficio stampa, questa testuale rispasta: “…ma finché sarà in Provincia di Caserta, Villa Literno è "cittadina casertana". Non dicono: liternese, campana, italiana, confinante con Giugliano, ci tengono a sottolineare “casertana”, come se fosse una prescrizione medica doverlo per forza scrivere. Per noi Villa Literno non è nel casertano ma nel liternse. L’opposizione non violenta portata avanti dal nostro giornale continua…

Salvatore Pizzo