da Firenze. La Cisl si trova è in sintonia con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: non è contraria al fatto che i dipendenti diventino azionisti delle aziende per le quali lavorano, lo ha detto il segretario generale Raffaele Bonanni rispondendo ad unesplicita domanda che gli è stata posta dal nostro giornale. Bonanni, nel corso della sua visita a Terrafutura di Firenze, ha detto che questobiettivo è una strada da esplorare e comunque difficile da raggiungere perché il capitalismo italiano è a carattere familiare ed oppone resistenza al fatto che i dipendenti diventino partecipi al capitale azionario.
Il numero uno della Cisl con esplicito riferimento agli amici della Cgil, ha detto che di fronte a questargomento ci sono state delle resistenze sindacali, figlie di una cultura che in passato ha posto il sindacato come forza antagonista al capitalismo, un errore fatale ha detto il leader della Cisl. La parteci
pazione agli utili dellazienda è un incentivo per i lavoratori, Bonanni ha anche detto che la Cisl è sempre stata su queste posizioni, e che ha ribadito questa posizione in un incontro che ha avuto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi. In precedenza anche la vecchia Cisnal (oggi Ugl) aveva le stesse posizioni in merito. Bonanni ha detto che la maggiore partecipazione dei dipendenti alle aziende migliorerebbe anche i servizi, come quelli affidati in concessione: autostrade, telefonia, poste ed ha affermato che i dipendenti, se non nellassetto azionario, potrebbero partecipare ai collegi sindacali che svolgono funzioni di controllo: «Propongo ha detto – di mettere allordine del giorno del Parlamento il varo di una legge che permetta ai lavoratori di associarsi nelle azioni e di poter partecipare non solo al capitale di rischio ma anche al governo delle aziende stesse. Il Governo se ha buone intenzioni faccia subito una legge che stabilisca come regola per tutte le concessionarie di servizi linserimento nei consigli di sorveglianza di lavoratori liberamente eletti da altri lavoratori».
Salvatore Pizzo
ha collaborato Martina Fontana