
"Le amministrazioni dovranno inoltrare obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno", la scure anti fannulloni del Ministro Brunetta si sta abbattendo anche su coloro che si ammalano realmente. Una nuova circolare firmata dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta (nella foto) prevede ”un regime orario più ampio per la reperibilità al fine di agevolare i controlli”.
Inoltre, nella circolare si legge che la decurtazione della retribuzione "si applica ad ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata, e riguarda i primi dieci giorni di assenza". Una posizione che sicuramente sarà oggetto di contenzioso, ammalarsi di certo non è una colpa. Per quanto concerne le modalità di certificazione della malattia, si specifica che "il terzo evento di malattia nell’anno solare e le assenze superiori a dieci giorni debbono essere giustificati con la presentazione all’amministrazione di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati, in quanto parte del Sistema sanitario nazionale". La circolare, che in quanto tale non appare un atto vincolante ma indicativo, fornisce indicazioni alle amministrazioni circa l’incidenza delle assenze dal servizio ai fini della distribuzione dei fondi per la contrattazione collettiva. Essa prevede che i contratti collettivi dovranno quantificare i permessi retribuiti spettanti stabilendo sempre un monte ore massimo. Nel caso di fruizione del permesso per l’intera giornata, al fine di impedire distorsioni nell’applicazione delle clausole e delle disposizioni che prevedono permessi retribuiti, evitando che i permessi siano chiesti e fruiti sempre nelle giornate in cui il dipendente dovrebbe recuperare l’orario, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente deve essere computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza.