Angela Di Foggia una speranza rossa per il nostro territorio

da Salsomaggiore Terme (Parma)

E’ il partito che ha una maggiore concentrazione di aversani ai suoi vertici, si tratta del Partito dei Comunisti Italiani che a Salsomaggiore Terme ha appena concluso il suo quinto congresso nazionale riconfermando segretario Oliviero Diliberto. L’immarcescibile ex deputato Angelo Maria Jacazzi farà parte della Commissione Nazionale di Garanzia, mentre Angela di Foggia e Luca de Rosa, compagni non solo di partito ma anche di vita, saranno nel comitato centrale. Se De Rosa è un volto già noto, almeno per coloro che seguono le vicende amministrative locali, Angela Di Foggia, pur essendo da tempo un’attivista di partito, è una new entry che merita attenzione per una serie di peculiarità positive, che se ben valorizzate e considerate possono essere l’inizio di una nuova fase, che a prescindere dalle tendenze partitiche dei singoli va seguita ed incoraggiata. La Di Foggia innanzitutto e l’unica donna del nostro territorio a far parte dell’organismo dirigente di un partito, per giunta a suo favore non ha la caratteristica poco lusinghiera che altri hanno, quella di avere o di aver avuto ruoli amministrativi a livello locale è questo la rende affidabile sotto il profilo dell’affidabilità politica e gestionale. La politica locale nostrana è diventata sinonimo di distruzione, i nostri amministratori locali anche quando sono in buona fede hanno creato e continuano a creare solo macerie, fuori dal contado sono degli impresentabili. Inoltre, Di Foggia essendo laureata in conservazione dei beni culturali ed impegnata su questo fronte in varie attività meritorie anche ad Aversa, che prescindono dalla pigmentazione partitica, sicuramente è ben conscia di quale sia l’entità del giacimento culturale in cui vive: Aversa, Atella, Liternum, le opere d’arte, i monumenti, le chiese, la storia e quant’altro. Sicuramente questa sua inclinazione dovrebbe influire nella sua azione politica, specie in un’ottica di chi vuole creare lavoro senza martoriare il territorio: cultura e turismo, unica soluzione praticabile per erodere la disoccupazione intellettuale del nostro territorio. Peccato che i quattro delegati nostrani, oltre a Di Foggia, De Rosa e Jacazzi, c’era anche Marcantonio Lupoli (Orta di Atella), fossero in rappresentanza di quell’entità “Provincia di Caserta”, che poco afferisce alla nostra realtà se non come antidemocratica imposizione amministrativa, chissà il Pdci non decida di aprirsi in maniera diversa verso il territorio creando una nuova federazione ad Aversa, o magari eliminando quella casertana. I problemi della Campania sono stati trattati anche da Diliberto, che nel suo intervento conclusivo ha detto che non bisogna essere solo contro chi ruba, ma anche contro quegli amministratori che pur essendo onesti usano i soldi pubblici in maniera scellerata, e parlando della giunta Bassolino ha ricordato la mole di consulenze affidate dalla Regione Campania, dove il consigliere Antonio Scala dopo il passaggio del Pdci all’opposizione ha abbandonato il partito. Dilberto ha anche detto che lavorerà per cercare di giungere ad una riunificazione con Rifondazione Comunista: ”Non ha senso nel 2008 avere due partiti comunisti, l’ho detto e lo ripeto. Dobbiamo unirli anche per essere più forti nella contrattazione con il Pd”. Le conclusioni di Diliberto sono state severe anche sulla vita interna del partito, ha parlato di "degenerazione", lamenta il fatto che "i nostri organismi passano il 90% del loro tempo a litigare sui posti" ed ha annunciato l’espulsione degli amministratori locali che non versano al partito la quota di sottoscrizione prevista. Colpisce il fatto che il congresso ha deciso che il Comitato centrale passi 387 a 520 componenti, troppi per un partito che non è nemmeno in parlamento, non né faranno parte coloro che si rivedono nelle posizioni di Katia Berillo, che ha fondato l’Associazione “La Sinistra Unita”, che è sul punto di scindersi dal Pdci.

Salvatore Pizzo

Nella foto sopra Angela di Foggia, sotto Luca De Rosa