"L’agricoltura è la Cenerentola delle attività economiche". Con questo luogo comune un noto giornalista ha presentato la rassegna cinematografica “Flower Film Festival”, organizzata, quest’anno a Spello (Perugia), dall’Associazione Palladium della regista Barbara Cannata con il patrocinio del Ministero delle politiche Agricole e Forestali.

La rassegna cinematografica che propone i temi rurali rivisitati con atmosfere romantiche e idilliache, si pone l’obiettivo di promuovere la rappresentazione dell’elemento natura in tutte le sue dimensioni e di divenire osservatorio privilegiato per cogliere l’evoluzione e l’interpretazione del rapporto tra uomo e natura, ambiente e società, architettura e stili di vita: grida, denunce o anche solo racconti, interpretazioni, visioni del mondo. Ospite alla manifestazione in qualità di presidente del Consorzio Agrario di Parma, Fabio Massimo Cantarelli, intervenendo ad un convegno in seno alla manifestazione, ha preso le mosse dal riferimento alla favola dei fratelli Grimm per sottolineare l’Italia non è nuova al dibattito culturale tra città e campagna. “Due importanti movimenti, sottolinea il protagonista della food valley italiana, si erano fronteggiati su questo tema nel periodo compreso tra le due guerre: Strapaese che proponeva ed appoggiava una cultura rurale custode dei veri valori umani, antiborghesi e Stracittà che di contro proiettava la visione della nuova città in chiave avanguardistica e filoeuropea. Al di là delle considerazioni storico-letterarie che trovano una eco nella letteratura italiana vi è da ricordare che l’idea che noi abbiamo oggi dell’agricoltura è molto differente: agricoltura è un insieme di volontà, di uomini e di imprese che, attraverso il primario si impegnano ad ottenere risultati concreti e utili per se, la propria famiglia e la società”. In realtà in questi ultimi tempi l’agricoltura sta vivendo momenti di altissimo interesse a livello internazionale a riprova del fatto che, nonostante una serie di difficoltà ancora esistenti nel mondo agricolo, si torna a prestare attenzione al settore primario che, in un mondo sempre più fatto di spericolati costrutti finanziari, di elaborate quanto fragili ingegnerie economiche, sembra ridestare l’attenzione, per la sua concretezza e la sua essenzialità, dell’ intero mondo economico. “Nonostante la poliedricità del concetto di agricoltura, di campagna e di urbanesimo tra economia e letteratura” conclude il presidente Cantarelli “se vi è un momento in cui è appropriato parlare di Cenerentola, è dunque quello attuale che si accompagna all’ auspicio che l’agricoltura, come Cenerentola, abbia la meglio sulle perfide sorelle”.

Di red