Secondo Trenitalia la nostra regione è la maglia nera, insieme alla Lombardia, per quantità di persone trovate senza biglietto sui treni regionali, il dato emerge dal rapporto collegato al terzo anno della campagna anti-evasione relativa proprio al servizio locale. Circa 67 mila viaggiatori (pari al 3,8 per cento del totale) sono stati sorpresi senza biglietto sui treni regionali, di questi il 10,9% in Campania. Un dato sicuramente poco lusinghiero, ma c’è un però che sta nell’illuminata politica commerciale che qualche funzionario campano della società (interamente a capitale pubblico), ha deciso di adottare: quando in una stazione la biglietteria è chiusa ed in zona capita che non ci sono rivendite aperte che vendono biglietti per il trasporto regionale, il viaggiatore non può acquistare il titolo di viaggio sul treno, quindi quando sale è automaticamente in multa. Un comportamento assurdo che mette in difficoltà il viaggiatore occasionale che al momento decide di recarsi a pochi chilometri da casa senza usare l’auto, per non parlare del turista che cerca di girare la regione usando i servizi pubblici, chi si sposta per un breve tratto da una località all’altra deve subire un calvario, decidere al momento di andare da un luogo all’altro al di fuori degli orari delle aperture delle rivendite è una sorta di limone da spremere, secondo questi illuminati funzionari dovrebbe aver programmato prima uno spostamento di pochi chilometri, nemmeno fosse una crociera in transatlantico. In Campania Trenitalia farebbe meglio ad attrezzarsi per vendere il biglietto, prima di pretendere che la gente lo abbia. I biglietti dei treni regionali campani non sono nemmeno acquistabili dalle biglietterie automatiche che si trovano in stazione (e molte stazioni nemmeno quelle hanno). La scorsa estate il nostro giornale ha sperimentato questo andazzo in maniera diretta: volevamo partire da Avellino per Benevento nel primo pomeriggio di una domenica di agosto, non era un viaggio programmato, una normale “passeggiata” che chiunque può pensare di fare all’improvviso per passatempo: in stazione la biglietteria era chiusa, nel capoluogo irpino non c’era nessuna rivendita aperta che vendeva biglietti: siamo saliti sul treno (a nafta ed antico doveva essere degli anni 60/70), abbiamo riferito al controllore il perché eravamo senza biglietto, “non lo vendeva nessuno!”. L’uomo ci ha detto che lui non poteva venderci nessun biglietto, precisandoci che o scendevamo prima della partenza oppure eravamo in multa, se il treno nel frattempo fosse già partito eravamo da considerare “tra quei soliti campani che non pagano il biglietto”. Nelle altre regioni quando la situazione è disagiata esistono le biglietterie automatiche, oppure il biglietto lo si fa in treno con una sovraprezzo, in Campania non è possibile. Visto che Trenitalia è un’azienda a capitale pubblico (i politici) azionisti quando appoggiano le decisioni di qualche illuminato dirigente, né trovino almeno qualcuno che abbia il buon senso, ci vuole tanto? Oppure i viaggiatori occasionali sono l’occasione per fare cassa?
Salvatore Pizzo