I tagli nel settore della pubblica istruzione per qualche situazione ben appoggiata non ci saranno, mentre il governo in nome del risparmio si appresta a mandare casa 42 104 persone tra docenti ed amministrativi della scuola pubblica, mettendo a dura prova le scuole dei piccoli comuni e riducendo le ore di lezione, contemporaneamente stanzia ben 26milioni di euro per una sola (!) scuola che dovrà ospitare poco più di 900 alunni, evidentemente si tratta di un’operazione appoggiata bene a livello politico.
Si tratta della Scuola Europea di Parma, che oggi ha già la sua sede, i suoi alunni ed il suo corpo docente, ma la si vuole potenziare, così mentre in tutto il resto dell’Italia si fa economia persino sulla carta igienica questa scuola sembra essere baciata dalla fortuna, il fiume di soldi che la sommergerà sta bene sia al centro sinistra che al centro destra, eppure solo a pochi chilometri da essa ci sono paesi dove in nome del risparmio le scuole rischiano di essere chiuse, o aperte in “deroga” e con un aumento smisurato delle pluriclassi al fine risparmiare sugli stipendi di bidelli, impiegati e docenti. In tre anni sono oltre 132mila i mancati rinnovi contrattuali previsti, un risparmio che per la Scuola Europea di Parma non vale. Il consiglio comunale di Parma voterà presto lo schema di convenzione per la disciplina dei rapporti e degli obblighi specifici tra il Comune e la Società di Trasformazione Urbana, preposta per la progettazione e realizzazione della nuova sede che dovrà essere completato entro l’inizio 2012, proprio quando le scuole italiane avranno subito il taglio programmato. Prima che la questione si diffonda, magari inducendo il governo a fare un miglior uso di questo fiume di quattrini che fa gola a molte imprese del posto, a Parma stanno cercando di acclerare i tempi per appaltare i lavori. Il vice sindaco Paolo Buzzi ha parlato dell’inizio dei lavori davanti commissioni comunali per le aziende Partecipate e Lavori Pubblici. "Il consiglio comunale", ha ricordato Buzzi, "ha disposto che la nuova sede della Scuola per l’Europa sorga in un’area limitrofa al Campus; l’idea iniziale era invece di collocarla presso il podere Bizzozero. Ora noi proponiamo al consiglio lo schema di convenzione per la disciplina dei rapporti e degli obblighi specifici tra il Comune e la STU Authority", che secondo gli accordi del 2006 realizzerà quest’intervento che non costerà nulla alle casse comunali, in quanto sono in corso d’erogazione i finanziamenti statali e le restanti risorse necessarie a raggiungere i 26.000.000 di costo saranno colmate grazie al criterio del leasing in costruendo, i cui canoni saranno comunque pagati dallo Stato stesso. Il costo è sensibilmente cresciuto rispetto alla previsione iniziale, ma questo è dovuto principalmente al raddoppio delle dimensioni: oggi la Scuola per l’Europa è frequentata da neppure 500 allievi, mentre la nuova sede ne potrà accogliere circa 900; si è infatti deciso di "fornire un servizio in più al territorio". Questi 900 alunni saranno i più fortunati d’Italia, un buon affare per qualcuno. I soldi potrebbero essere dirottati per mantenere quote di organico dei docenti e non docenti in più regioni, ma qualcuno, con il tacito assenso del Pd e del Pdl.
Salvatore Pizzo