Due dipendenti della multinazionale americana chiedono un incontro con il comandante provinciale della Guardia di Finanza, pubblichiamo il testo inedito della loro lettera inviata alle Fiamme Gialle, intanto giovedì inizia l’udienza preliminare per 6 indagati

Giuseppe Tufaro
 
Giancarlo Attena
 
Al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta
Colonnello Francesco Saverio Manozzi
Sua sede di Caserta
 
 
Oggetto: Vicenda Ixfin di Marcianise – ex Olivetti ed ex Texas Instruments di Aversa.
Richiesta di incontro di due dipendenti, Giuseppe Tufaro e ing. Giancarlo Attena, in relazione alle indagini svolte a seguito del procedimento penale n. 1223/01 R.G.N.R., procura di S.M. Capua Vetere.
 
Egregio Comandante,
ingiustamente sono scomparsi dall’indagine alcuni artefici della vicenda, che, denunciata nel gennaio 2001 poco dopo il suo inizio, e perpetratasi nel tempo, si è purtroppo conclusa oggi con un disastro sociale.
Sono stati al contrario individuati come responsabili alcuni dirigenti delle vecchie aziende acquisite costretti a subire la volontà dei nuovi proprietari, i quali perseguivano il solo scopo di impossessarsi delle aree dell’ex Texas Instruments di Aversa e dell’ex Olivetti di Marcianise, così come era stato chiaramente esposto nella denuncia presentata all’inizio di questa vicenda, e come i fatti hanno dimostrato.
 
Noi che abbiamo vissuto tutta la vicenda dal di dentro, purtroppo come vittime, possiamo concludere che sono stati presi in considerazione solo i pesci piccoli e solo le briciole, mentre sono sfuggiti all’indagine i veri artefici e il relativo grosso bottino.
 
Se avrà la disponibilità di riceverci Le esporremo meglio, in breve tempo, il nostro punto di vista sulla vicenda.
In attesa di cortese riscontro La salutiamo con cordialità.
 
Caserta 24 marzo 2009
 
 
Giuseppe Tufaro
 
Giancarlo Attena
 
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Malversazione ai danni dello stato e truffa, sono questi i reati a vario titolo contestati nell’inchiesta che riguarda lo stabilimento dell’ex Texas di Aversa. C’è attesa per l’udienza preliminare che è stata fissata per la prossima settimana (14 maggio), intanto i lavoratori colpiti da questo scandalo che, con il silenzio complice dei politicanti dell’Aversano, sono stati lasciati soli, in questi giorni stanno protestando per ottenere la cassa integrazione. Non tutti e sei gli indagati hanno la stessa imputazione, le posizioni sono differenti tra loro:
 
Massimo Zanzi, in qualità di amministratore delegato della Telital, componente del cda della controllata Ixtant, amministratore delegato e legale rappresentante della Uni.com; Renzo Polesel, quale componente del cda della IXant e legale rappresentante della stessa società per cinque mesi nel 1999; Marcello Biagioni, presidente del cda della Ixant per cinque mesi nel 2000, e presidente della Uni.com dal luglio per ue periodi diversi nel 1999 e nel 2002; Ennio Conchiglia, in qualità di presidente del cda e rappresentante legale della Ixfin dal maggio del 2002 al marzo del 2004 e di Presidente del Cda, amministraotore delegato e legale rappresentante della Ixfin; Fiorenzo Ardemagni in qualità di Presidente del cda e legale rappresentante della Tucrt srl – Telital Uni.Com centro ricerche e telecomunicazioni; Loreto Fulchir quale presidente del Cda e legale rappresentante della Uni.com dal giugno del 2002 al gennaio del 2003; Fabrizio Rotulo in qualità di Presidente del cda e legale rappresentante della Uni.com dal 24 gennaio del 2003 e Gaetano De Francesco, in qualità di amministratore delegato di Telital Unicom Centro Ricerche Telecomunicazioni dal luglio del 1999.
 
Le imputazioni nascono dalla serie di continui passaggi di proprietà che hanno interessato il sito produttivo di Aversa che fu della multinazionale americana, il Pm Sasso dal Verme descrive una girandola di finanziamenti pubblici che sarebbero stati impropriamente distratti, fatti che sarebbero avvenuti sotto gli occhi di una politica locale e nazionale che non ha visto. Anzi i politicanti aversani nulla hanno fatto quando i dipendenti sono stati messi sulla strada, e quando il sito produttivo è stato trasferito a Marcianise (Caserta). Da quartinari che sono ancor oggi si preoccupano elusivamente destinazione d’uso del terreno sulla Variante di Aversa che è di proprietà di una società che fa capo alla famiglia Cesaro di Sant’Antimo politicamente schierata con Forza Italia.
 
I capi d’imputazioni sono divisi in vari capitoli:
 
per quanto riguarda la Ixtant e la Ixfin, si contesta che una parte dei finanziamenti dello stato elargiti per la ricerca e gli investimenti industriali non sarebbero stati usati in maniera rispondente a quella prevista, in questo caso si parla di pochi soldi, 67mila euro, se si considera che i finanziamenti sono stati di oltre 26milioni ed 800mila euro, si tratterebbe dei macchinari che erano stati acquistati per Marcianise, ma serebbero finiti negli stabilimenti di Chieti ed Avezzano;
 
per la Ixfin ad Ennio Conchiglia viene contestato di aver realizzato atti attestando circostanze inesatte, scrive il Pm: “inducendo il Cipe, in data 13.11.03 a deliberare il nuovo piano progettuale aggiornato con specificazione degli investimenti, onore complessivo a carico dello stato ed occupazione, prorogando il termine di ultimazione al 31/12/03 in favore della IXfin spa”
 
relativamente alla Uni.Com che ha ricevuto finanziamenti per oltre 9milioni di euro, che non avrebbe realizzato investimenti industriali pur percependo a tal fine una tranche di finanziamento di un milione di euro, inoltre il Pm sostiene che la società ha usato per la ricerca solo 13milioni e 700mila euro nonostante avesse ricevuto per questo 37milioni 184mila euro, si contesta anche che 2milioni e mezzo di finanziamenti pubblici sarebbero stati usati per altre finalità;
 
A Zanzi, Biagioni, Fulchir e Rotulo, viene contestato anche di aver avanzato richieste facendo capire che il trasferimento da Aversa a Marcianise sarebbe stato fatto passare per un trasferimento all’interno di un unico complesso industriale;
 
L’atto d’accusa per Uni.Com parla anche di numerose dichiarazioni documentali, relative ad azioni di innovamento ampliamento che non sarebbero rispondenti alla realtà;
 
 
relativamente alla Telital Uni.com Centro Ricerche Telecomunicazione, viene contestato che una tranche di finanziamento di 2milioni di euro, finalizzata alla formazione non sarebbe stata usata né restituita al Ministero del tesoro, bilancio e programmazione;
 
Ardemagni e Rotulo vengono anche accusati di aver indotto in errore in relazione all’erogazione di un contributo di 2milioni 361mila euro. (Salvatore Pizzo)