La scuola europea è una realtà molto interessante in diverse aree del nostro paese, ma non credo che le casse dello stato consentano di erogare finanziamenti di tale entità in favore di un’istituzione semi-pubblica.” Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà non condivide la decisione del Cipe (Comitato internazionale per la Programmazione economica) di stanziare milioni di euro per la scuola europea di Parma.
“Comprendo – prosegue Soldà – la reazione degli insegnanti parmensi, dal momento che le altre scuole del territorio sono state lasciate senza fondi. I soli a protestare per adesso sono stati i docenti del gruppo “Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e provincia”, sulla questione c’è il silenzio assenso di tutti i partiti, e per adesso solo Italia dei diritti ha espresso solidarietà. Conosciamo tutti le difficoltà in cui versa la scuola pubblica. Gli edifici scolastici sono spesso fatiscenti e privi degli strumenti didattici più essenziali, il numero degli alunni per classe aumenta a causa delle difficoltà nel pagare gli stipendi degli insegnanti e, per restare su Parma, il prossimo anno quaranta maestri andranno a casa. In un contesto di questo tipo, finanziamenti tanto munifici in favore della sola scuola europea sono vissuti come un affronto. Dimenticare la scuola pubblica in un momento delicato come questo – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – sembra malcelare l’intenzione di darle il colpo di grazia.”

Di red