
La candidatura alla presidenza della regione per il Pdl è diventato un derby Frignano – Casal di Principe: il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino, originario di Casale, aspira a candidarsi ed ha ricevuto un’investitura quasi ufficiale dal premier Silvio Berlusconi, il fatto che Cosentino cresca in Campania, anche se ufficialmente non viene detto, non va giù al deputato di Frignano Italo Bocchino, infatti Gianfraco Fini ha frenato sul nome del vice di TremontiLa cosa sta creando fibrillazione nel Pdl, infatti Cosentino già qualche giorno fa aveva detto testualmente che dei “frocetti” (a chi si riferisse non l’ha detto) stavano decidendo lontano dalla Campania, ma oltre a questo la questione inevitabilmente si intreccia con il fatto che alcuni pentiti di Camorra avrebbero fatto il nome del sottosegretario indicandolo come coinvolto in faccende gravi, ma lui più volte ha ricordato di aver chiesto ai magistrati della Procura antimafia di Napoli di essere ascoltato e che la richiesta non avrebbe avuto seguito per motivi “tecnico-processuali”, inoltre per rilanciare contro chi nel Pdl parla di candidatura inopportuna rilancia dicendo di voler “rinunciare a qualunque privilegio: sia esso lo scudo dell’immunità parlamentare che quello di poter ritornare in breve tempo a sedere tra i banchi della Camera”.
Subito Italo Bocchino ha risposto dalle colonne del Corriere della Sera: “Magari sarebbe il caso si dimettesse soltanto se venisse eletto” – ed ha anche detto – “Bè, se fosse oggetto di un’inchiesta giudiziaria gli sconsiglierei vivamente di candidarsi, ma a Fulvio Bufi del Corsera dice anche: “Lui comunque sostiene che in quest’inchiesta non c’è, quindi se ha ragione ha anche tutto il diritto di presentarsi per la carica di governatore. E se Cosentino lo sceglie sarà il candidato di tutto il partito. Anche mio”.
Tuttavia è da notare un dato politico che mette in contraddizione Bocchino, lui alle passate elezioni è stato il candidato presidente dell’allora Casa della Libertà, ma fu pesantemente sconfitto da Antonio Bassolino, fu un tracollo per il centrodestra in Campania. Almeno Cosentino parla di rinunce all’immunità parlamentare, cosa che Bocchino non ha mai esplicato, eppure lui è indagato nell’inchiesta Global Service delle Procura di Napoli, per lui i Pm tempo fa avevano chiesto addirittura l’autorizzazione all’arresto, ed in una situazione del genere non godere dell’immunità sarebbe stato micidiale. Inoltre quando Bocchino entrò in Consiglio regionale quale candidato presidente non eletto, cumulò per un periodo, seppur breve, la carica con quella di deputato, Cosentino vuole addirittura lasciare lo scranno di Montecitorio. Inoltre Bocchino gli consiglia di non candidarsi qualora fosse coinvolto in un’inchiesta, questo principio potrebbe essere un boomerang per lui, se l’inchiesta napoletana non dovesse terminare presto. E stata archiviata?
Salvatore Pizzo