Venerdì Sera l’ottimo Carlo Lucarelli ha descritto la storia del Clan dei Casalesi in maniera molto dettagliata, permettendo di capire quello che succede anche ai telespettatori più profani. La puntata Blu Notte: “Clan dei Casalesi, Soldi, Silenzio e Sangue” è stato un ottimo servizio all’informazione, tuttavia vogliamo ricordare che oltre ai soliti noti ricordati quali destinatari di minacce, le notizie relative alla famigerata organizzazione di Casal di Principe, sono diffuse perché chi le pubblica è un manipolo di cronisti coraggiosi che in quelle terre vivono, senza scorta, sfidando ogni giorno i boss che vivono a pochi passi dalle loro case.
Giornalisti spesso destinatari di minacce, lavorano in testate locali talvolta addirittura tacciate di connivenza perché i loro editori hanno problemi con la giustizia, ma i giornalisti nulla c’entrano. Problemi ben più gravi li hanno anche editori di giornali e libri molto più potenti, ma nessuno lo dice. Lucarelli ha anche trasmesso l’inquietante telefonata che i capi del clan, i boss latitanti Antonio Iovine “O’ Ninno” e Michele Zagaria, fecero al giornalista Carlo Pascarella all’epoca al Corriere di Caserta e destinatario di attentati. Il suo coraggio, come quello di Tina Palomba, più volte minacciata, così come il suo direttore Mimmo Palmiero, l’attività di cronisti come Biagio Salvati, Gian Maria Mascia, Maria Giovanna Pellegrino, Gabriella Gatto, oltre che della più famosa Rosaria Capacchione, tanto per citarne solo alcuni, ci permette quotidianamente di sapere cosa il Clan dei Casalesi perpetra ai danni del nostro territorio e non solo, dando il modo a scrittori come Roberto Saviano, di poter realizzare libri di successo che hanno reso il fenomeno di conoscenza planetaria.
Salvatore Pizzo