Grazie alla politica la scuola ha varcato una nuova frontiera, dopo le pagelle cartacee e quelle elettroniche, adesso siamo arrivati alle pagelle invisibili. Mentre i politicanti si affannano per questuare i consensi utili per accaparrarsi seggi nelle regioni, le scuole sono sempre più alla canna del gas, mancano perfino i soldi per stampare le pagelle, è emblematico il caso avvenuto in una scuola superiore di Genova, che come quasi tutte chiede contributi volontari alle famiglie per far fronte alle ristrettezze economiche.
Una dazione che almeno in questo caso tanto “volontaria” non sembra: i genitori di una studentessa che non hanno versato l’obolo, si sono visti rifiutare la pagella del primo quadrimestre. Un atto che certi sado burocrati che infestano il mondo della pubblica istruzione chiamano “documento di valutazione”. Stando a quanto si è saputo, sarebbero stati informati solo dei “debiti”, senza poter controllare i voti ed ovviamente senza controfirmarlo. Altro che pagelle elettroniche, siamo arrivati alle pagelle invisibili. La famiglia della ragazza ha adito alle vie legali.
Salvatore Pizzo