Caricato da TeleoggiCanale9 in data 05/ott/2011
Termovalorizzatore si. Termovalorizzatore no. Continua il braccio di ferro a distanza tra il governatore Stefano Caldoro e il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano per stabilire la modalità più opportuna per smaltire i milioni di ecoballe disseminate nel territorio provinciale di Napoli: Terzigno, Taverna del Re, Caivano, Acerra, Giugliano. Un business di milioni di euro che fa gola alla criminalità organizzata. “Quella del termovalorizzatore non è stata una nostra scelta, ma una prescrizione impostaci dall’Europa”. Così motiva la sua posizione il presidente della regione Campania. Si dichiara disponibile, ad ogni modo, il governatore a discutere ad un tavolo tecnico-scientifico, senza pregiudizi, eventuali alternative, purchè credibili e condivise da tutti. Dalla sua parte, il presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro, convinto che “chi pensa, anche in buona fede, che il termovalorizzatore non sia la strada da seguire, produce un danno alla collettività, pari a chi ha disseminato le ecoballe sul territorio”. Metodi alternativi ecosostenibili, invece, propone il numero due di Palazzo S.Giacomo, Tommaso Sodano, Una “soluzione jurassica” la definisce Stefano Leoni, presidente del WWF Italia, quella di ricorrere all’incenerimento come tecnica di smaltimento dei rifiuti. Una corretta politica di gestione del ciclo di rifiuti, come chiede l’Unione Europea, deve prevedere, invece, un programma di prevenzione, con la riduzione della produzione di rifiuti, il sistema di riciclaggio e la raccolta differenziata. Servizio di Giovanna Farina