Dopo ogni turpe perpetuazione

dei sette più vizi capitali

cesserà pertanto il re buffone

stimando infin essere triviale

poi che anno dopo anno

 

raschiando finanche il fondo

d’ogni morale compierà l’inganno

ch’avrà eco intera per il mondo

sì vorrà alla gogna i balordi

intenti ad affollar la sua loggia

piacendosi dei suoi bagordi

incuranti d’ogni più triste foggia

da che servitori con la livrea

avran perpetrato la costumanza

come in delitto saran correi

anche se trarranno solo avanzi

fin che crollerà l’orma italica

nei solchi infidi della melma

così che farà suonar la carica

ai figli di Scipio col suo elmo

si farà ogni sforzo in tal senso

in armi gli ingegni della terra

e Monti assurgerà qual eccelso

per mettere fine ad una guerra

che vede uno scontro furibondo

tra bande ostinate e contrarie

allorché il sacco inverecondo

darà sfogo a tutta la barbarie

di lì a poco dall’investitura

che lo eleggerà governatore

Monti dell’Italia per l’abiura

diverrà un falso predicatore

da che in tutta fretta e a volo

porrà al recupero dei soldi

e quanto altro che sulla parola

avran dissipato que’ manigoldi

che messi per necessità da parte

vi subentreranno quei più forti

come ai giochi delle tre carte

i compari gabberanno in sorte

in un summit raduneran le bande

decifrando come in una mappa

qual tesoro con vere scorribande

si potrà racimolar a tappe

faran versare il sangue amaro

a chi è pur fuori da quei pasti

e non esiteran ad impalare

quelli che non sono di niuna casta

preti altolocati e banchieri

ufficiali e d’industria capitani

politici corrotti faccendieri

salvi tutti per alzata di mano

decisi a non mollare la presa

neanche per sogno o per un Dio

boriosi per la cresta sulla spesa

resa virtù quella loro mania

mentre la gente che in democrazia

passa per tenere l’autorità

subirà scherni come in pazzia

in un suo delirio di identità

si vedrà negar ogni suo diritto

patti di lungo corso revocati

sopporterà la legge del profitto

quanto nel suo nome è perpetrato

saran come cattedrali le banche

luogo di culto senza sacramento

a chi mancherà il pane finanche

per tutti verrà uno scoramento

contro ogni morale lasceranno

i più deboli al loro destino

la perdita certa già conteranno

nell’ esodo di vecchi e bambini

poi che patiran la fame vera

quasi ai ferri domiciliari

spogliati saran di ogni avere

dell’affetto dei propri cari

che avranno anche troppi dispersi

nel novero di quelli che la vita

odieranno come partita persa

che di tal razza gremir è contrita.

Stefano Giacomo Iavazzo