
da Osservatorio Cittadino
Il testo è scritto da Antonio Marino.
Didascalia sotto il ritratto: Francesco Ruta con dietro l’incrociatore “Bolzano”, nella baia di Napoli.
FRANCESCO RUTA
( Il grande Ammiraglio)
“Vostro figlio farà una brillante carriera”, aveva predetto una sconosciuta alla madre e, in effetti, è andata proprio così.
Sta di fatto che Francesco Ruta, quasi dimenticato oggi dai suoi concittadini, è stato un personaggio di spicco nella storia della Marina Italiana dell’ultimo secolo.
Alla quale, nato con la passione del mare, ha dato tutto se stesso percorrendone i vari gradini fino a diventarne Comandante in capo.
Figlio di Alfonso, valente compositore di musica classica e di Maria Bassino de Marinis, aprì gli occhi ad Aversa il 3 marzo del 1899 frequentando le scuole primarie della sua città.
Ultimato il ginnasio, si scrisse subito all’Accademia Navale e a soli 17 anni, una volta arruolatosi, già era Guardiamarina prendendo parte alla prima Guerra Mondiale.
Nel 1929 fu nominato Comandante in seconda agli ordini del principe Aimone d’Aosta e, pochi mesi dopo, promosso a Capitano di Corvetta partendo per la Cina anche come Comandante della nave Caboto.
Dopo una lunga sosta a Tien- Sing, una concessione italiana, nel 1933 fece ritorno in Italia venendo destinato al Ministero della Marina.
Che lo nominò, un anno dopo, Capitano di Fregata spedendolo nuovamente nella lontana Cina con un compito delicatissimo che lo impose all’attenzione internazionale.
Nel 1940 partecipò anche alla seconda Guerra Mondiale venendo promosso, nel 1941, Capitano di Vascello e destinato a Marisat e Supermarina.
Nello stesso Conflitto bellico ha avuto il comando degli incrociatori “Trieste” e “Bolzano” oltre che della nave da guerra “Caio Duilio” con la quale raggiunse i Laghi Amari, durante l’Armistizio, rimanendo fortemente deluso dal modo di fare degli Alleati e “Liberatori” dell’Italia.
Trasferito a Roma, dopo l’occupazione, dal 1944 al 1947 ebbe a ricoprire la carica di Capo Reparto dello Stato Maggiore e subito dopo (fino al 1951) quella di Direttore Generale del C.E.M.M. favorendo non poco i suoi conterranei.
Nel mese di gennaio del 1947 fu promosso Contrammiraglio e un anno dopo, nel 1948, elevato al grado di Ammiraglio di Divisione assumendo dal 1952 il comando della I° Divisione Navale e contemporaneamente (fino al 1953) di nuovo la Direzione Generale del C.E.M.M. mettendosi a disposizione di tutti, a cominciare dai suoi concittadini.
Verso la fine del mese di marzo del 1953 fu nominato Ammiraglio di Squadra ricoprendo, per i suoi meriti, anche la carica di Segretario Generale per la Marina.
Dal mese di dicembre del 1956, per scelta unanime, ebbe l’alto e prestigioso incarico di Comandante in capo del Mediterraneo Centrale delle forze alleate della NATO nonché quello di primo Comandante del Dipartimento marittimo del Basso Tirreno.
Incarico che gli fu riconfermato per tre anni consecutivi (’57, ’58 e ’59 ) dai vari paesi della NATO e che onorò degnamente.
Nel 1960 venne prescelto a dirigere la Segreteria generale del Comitato della Difesa e, poco prima di congedarsi dalla vita militare, gli fu offerta la Presidenza della importante industria elettronica europea della “Selenia”.
All’apice della carriera, lasciò il servizio ritirandosi a vita privata e dedicandosi all’affetto dei suoi familiari.
Da sottolineare che Francesco Ruta, essendo stato il primo e più qualificato “Direttore di tiro italiano”, ha preso parte (di diritto) a tutte le più difficili battaglie navali del suo tempo, meritando innumerevoli riconoscimenti e decorazioni militari.
Per suo desiderio chiuse gli occhi nella sua città natia nella primavera del 1975, all’età di settantasei anni, portando con sè nella tomba tutta la simpatia che lo contraddistingueva , l’innato umorismo, la signorilità del carattere (ereditata dalla famiglia) e l’incommensurato altruismo che lo vide morire povero.
Nell’ottobre del 1994 Comitati e Associazioni di Reduci, facenti parte della Lega “Marinai d’Italia”, per tre giorni hanno reso omaggio alla sua tomba nel cimitero di Aversa.
http://www.facebook.com/pages/Corriere-di-Aversa-e-Giugliano/283505488416630