
Al Ministro dell’Economia
Alla Ragioneria dello Stato di Parma
Al Prefetto di Parma
All’Ufficio Scolastico Regionale Bologna
All’Ambito Territoriale Scolastico Parma
Le Assemblee sindacali dei docenti e degli educatori del Convitto Nazionale “Maria Luigia” di Parma, esprime il proprio sdegno per l’incredibile attacco della Ragioneria dello Stato alle più elementari regole di libertà sindacali. Nel nostro territorio dallo scorso 15 gennaio è iniziata nuova era di schedatura dei dipendenti pubblici per opinioni politico-sindacali, a fare da cavia di questa surreale novità che arriva dal Ministero dell’Economia sono, per adesso, solo coloro che lavorano a Parma.
Una nota datata 15 gennaio della Ragioneria dello Stato “dispone” che non sono ritenute valide le iscrizioni ai sindacati se non preventivamente controfirmate dai capi degli uffici di appartenenza di ogni dipendente. Nel caso specifico degli insegnanti, del personale educativo e ATA, prima di iscriversi, cambiare sigla sindacale, o anche cancellarsi da un sindacato, devono avere il via libera dal Dirigente Scolastico. Non basta più che un delegato del sindacato si occupi personalmente delle procedure del caso, come avviene dal dopoguerra e come un minimo di logica democratica impone. Una forma di controllo incredibile di evidente stampo dittatoriale, che mette in soggezione le persone sul luogo di lavoro, identificandole e schedandole per opinione. Esiste la legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), all’art 8 vieta al datore di lavoro “di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore”, esiste anche il più recente DPR 16 aprile 2013 n.62 (codice di comportamento dei dipendenti pubblici), che all’art.5 prevede esplicitamente che non si debba comunicare all’ufficio di appartenenza l’adesione a partiti e sindacati. Un atto di imperio che il personale docente e non docente del “Maria Luigia” di Parma rigetta chiedendo che nelle competenti sedi si intervenga immediatamente.
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