Nonostante la misura restrittiva dei domiciliari, ha scelto di forzare il cordone di sicurezza per presentarsi nuovamente nei corridoi del comune di Arzano. Sergio Martino, pregiudicato già noto alle cronache, è stato arrestato ieri mattina dagli agenti della Polizia Locale con l’accusa di evasione, dopo aver scatenato il panico tra i dipendenti comunali.

L’uomo, apparso improvvisamente negli uffici, ha iniziato a urlare e dare in escandescenze. La situazione è stata prontamente gestita dai caschi bianchi agli ordini del colonnello Luigi Maiello, che hanno bloccato il soggetto prima che la tensione sfociasse in violenza fisica. Martino si trovava ai domiciliari proprio per aver tentato, lo scorso settembre, di accoltellare il consigliere Gennaro De Mare, ed è stato condannato per minacce ai giornalisti Mimmo Rubio, Marilena Natale e all’ex comandante Biagio Chiariello.

L’episodio riapre un problema nella gestione del caso. Martino, infatti, è un soggetto dalla spiccata vulnerabilità psichica, con un passato detentivo presso l’ex carcere psichiatrico di Aversa. La sua presenza sul territorio di Arzano appare sempre più come un’anomalia burocratica e sanitaria: l’uomo non risulta residente ad Arzano.

A settembre dello scorso anno, in Piazza Cimmino, era stato necessario l’intervento di Carabinieri e ambulanza per calmarlo, evidenziando una dipendenza dall’alcol che ne amplifica la pericolosità.

Sebbene non affiliato alla camorra, Martino è considerato una “scheggia impazzita”. La comunità e le istituzioni chiedono ora una soluzione definitiva che superi la logica degli arresti domiciliari, rivelatisi inefficaci. L’auspicio è un trasferimento presso strutture idonee, dove possa essere sottoposto a trattamenti sanitari obbligatori (TSO) e cure specifiche. Resta l’urgenza di allontanare l’uomo che, senza un presidio medico costante, continua a minacciare la sicurezza pubblica locale.