La Guardia di Finanza e la Polizia hanno sequestrato beni per circa 90 milioni di euro ad Alfredo Cicala, 45 anni, ex sindaco del comune di Melito dal 1990 al 1993. Cicala che si trova agli arresti domiciliari ha ricevuto il provvedimento di sequestro firmato dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. I beni sono in parte intestati alla madre di Cicala, Gaetanina Marrone ed a Gennaro Chianese.
La madre del sindaco e Chianese nel gennaio del ’92, costituirono la C&C Costruzioni Srl, società che è alla base della fortuna economica di Cicala e della sua famiglia. Gli accertamenti hanno riguardato 65 persone ed hanno consentito di individuare un enorme patrimonio finanziario, Le indagini patrimoniali avrebbero dimostrato, oltre che l’incongruenza tra i redditi percepiti da Cicala ed il valore economico del patrimonio trovato nella sua disponibilità, anche di accertare che tutti gli immobili individuati nel complesso edilizio ‘Parco Margherita’, a Melito, sono stati realizzati anche a seguito di alcune "chiare irregolarità commesse dal Cicala -spiegano i pm- in qualità di sindaco del medesimo comune". Cicala rilasciò concessioni edilizie a favore della madre Gaetanina Marrone che hanno permesso la costruzione del complesso immobiliare, poi avrebbe fatto adottare variazioni al piano regolatore che hanno poi consentito di fare ricadere il suolo su cui sorge il Parco Margherita in ‘zona di espansione’. A tali deliberazioni formalmente non prese parte il Cicala "ma si tratta di atti -spiega la Procura- ascrivibili alla sua amministrazione". Complessivamente sono stati sequestrati 39 appezzamenti di terreno per un’estensione di oltre 15 ettari, 75 immobili, tra appartamenti e box, situati nei parchi "Margherita" e "Ortensia", a Melito, e una villa su due livelli, con piscina, a Giugliano, depositi bancari per un valore di circa 3 mln di euro, tre auto, patrimoni aziendali vi vario tipo e quote di nove società operanti nel settore immobiliare.