Siamo arrivati alla vendetta trasversale nei confronti dei docenti “rei” di fare il loro dovere, il tutto nell’indifferenza dei politicanti che lasciano sempre più soli gli insegnanti. Quanto è accaduto nei giorni scorsi a Firenze è degno di un vero e proprio contesto criminale: un giovane per mandare un messaggio intimidatorio alla sua professoressa, colpevole di aver preso contro di lui dei provvedimenti disciplinari,
ha teso un agguato al figlio quindicenne della donna. La vittima ha subito un trauma cranico. Il grave episodio è passato in sordina come se si trattasse di una cosa marginale, poco spazio sui giornali e nessun politicante di peso che abbia condannato il gesto. Sarebbe opportuno che oltre alla professoressa ed alla sua famiglia, anche il Ministero della Pubblica istruzione agisca penalmente e civilmente nei confronti dell’aggressore o di chi ne risponde per legge, visto che si tratta di un minorenne. Toccando le persone nella tasca, potrebbe essere un ottimo deterrente affinchè certa gente si ricordi che i docenti sono pubblici ufficiali, che fino a prova contraria nell’esercizio delle loro funzioni rappresentano lo Stato. Gli insegnanti sono rimasti proprio soli, in Italia sembra essere una colpa aver scelto questo lavoro. Sono sempre di più i docenti risultano vittime di ogni sorta di angheria da parte di una certa utenza e maltrattati dai politicanti, molti dei quali pregiudicati, che tendono a farli apparire come fannulloni. Del resto la delinquenza vede come nemico chi diffonde l’istruzione, essa trova terreno fertile proprio dove l’ignoranza dilaga.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo