Nella giornata di domenica i carabinieri hanno compiuto una serie di arresti nel nostro territorio: a Caivano hanno arrestato Gaetano Bisogno, di 24 anni.

I militari lo hanno rintracciato nella sua abitazione, al Parco Verde per consegnargli un provvedimento di carcerazione emesso lo scorso 10 gennaio dalla Procura generale di Napoli. Bisogno deve scontare 3 anni e 9 mesi circa di carcere per un cumulo di pene, tutte relative allo spaccio di droga. L’uomo adesso è rinchiuso nel carcere di Poggioreale, poi a Sant’Antimo è finito in manette il 19enne Salvatore Di Matteo, l’accusa è quella di evasione dagli arresti domiciliari. L’indagato che doveva essere ai domiciliari per scontare una pena dovuta ad un condanna per furto aggravato, non e’ stato trovato nella propria abitazione, in via Solimena. Il fine settimana di arresti è però iniziato il giorno prima, quando i carabinieri di Giugliano hanno arrestato sei persone, accusate di avere commissionato rapine a tir. In carcere sono finiti l’imprenditore: Vincenzo Minauda, di 49 anni, suo figlio, Antonio, di 21 anni, e poi gli autotrasportatori Ciro Minauda, 45 anni, Aldo Guarino, 32 anni, Gaetano Marcone, 56 anni, e Ciro Bove, 20 anni. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate, sequestro di persona e ricettazione. L’operazione è scattata grazie alla denuncia presentata da un autotrasportatore di Bergamo rimasto vittima di una rapina mentre si trovava presso l’area si servizio ‘La Macchia’, ad Anagni, nel frusinate. L’uomo ha raccontato di essere stato rapinato del proprio tir che trasportava migliaia di giubbotti di varie marche per un valore complessivo di 120 mila euro. L’autotrasportatore ha raccontato agli investigatori di essere stato aggredito da tre malviventi, che indossavano passamontagna ed erano armati di pistola. Dopo avere sfondato il finestrino del tir, i rapinatori lo hanno picchiato e immobilizzato e sequestrato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, un paio di ore dopo i malviventi hanno trasferito i giubbotti in un capannone a Casandrino in Via Agrigento. Poi, hanno portato l’autoarticolato nella zona della Circonvallazione esterna, nel giuglianese, rilasciando anche il conducente. Secondo quanto si e’ appreso successivamente nessuna delle 5 persone fermate nel capannone di Casandrino sarebbe, in base alle dichiarazioni dell’autotrasportatore, tra gli aggressori del conducente del tir rapinato. Gli investigatori prospettano che il terzetto che ha aggredito nell’area di servizio ‘La Macchia’ il conducente del tir fosse composto da un italiano e da due cittadini di origine slava, e che quindi gli arrestati sarebbero i mandanti. Tutta la merce rubata è stata riconsegnata all’autotrasportatore. Martina Fontama