Semplici trucchetti contabili messi in atto da parte di compagnie d’assiruazione per far apparire in bilancio maggiori uscite relative alla liquidazione dei danni, lo denuncia un’interrogazione parlamentare presentata al Ministro dell’Economia dal deputato dell’Italia dei Valori Felice Belisario. Il parlamentare prendendo spunto da un’inchiesta apparsa su «Diario» del 2 febbraio 2007,

attraverso il dirigente del suo partito Giovanni D’Agata, ha fatto sapere che la sua iniziativa è mirata a far chiarezza su alcune “poco trasparenti prassi” che si svolgerebbero all’interno degli ispettorati sinistri di varie compagnie d’assicurazione. L’artificio contabile verrebbe messo in atto perchè più alta risulta la liquidazione dei sinistri, più è giustificabile l’aumento delle tariffe. Belisario nella sua interrogazione rivela anche che in merito a questo sospetto è in corso anche un’inchiesta della Procura di Lecce. Il parlamentare sottolinea anche il fatto che molte compagnie di assicurazione si sono consorziate per la gestione in comune dei servizi di iquidazione, ma questo non è certamente un reato, anche se è utile vigilare affinchè non si costituiscano dei cartelli anomali tali da alterare il mercato. Belisario, che rivendica anche una maggiore incisività dell’Isvap quale organi di vigilanza, segnala al Ministro anche un altro problema, si legge nel testo dell’interrogazione: “In virtù dei sistemi informatici utilizzati all’interno degli ispettorati di gruppo avverrebbe uno scambio dei dati sensibili di assicurati e danneggiati delle compagnie consorziate, senza alcun riguardo per il diritto alla privacy”, ma questo è un problema facilmente superabile, basta far firmare il consenso informato ai clienti, del resto quelli che hanno temere sullo scambio di questi dati sono coloro che fanno molti incidenti, quindi automobilisti indisciplinati. Salvatore Pizzo