L’incontro Avs-Barletta, in programma presso lo stadio “Rinascita” di  Aversa, si disputerà a porte chiuse. La decisione è stata assunta dal Prefetto di Caserta a seguito dell’esistenza di diversi aspetti problematici che rendono pregiudizievoli, per l’ordine e la sicurezza pubblica, lo svolgimento di succitato incontro con la presenza di pubblico.

L’incontro Aversa-Barletta, in programma presso lo stadio “Rinascita” di  Aversa, si disputerà a porte chiuse. La decisione è stata assunta dal Prefetto di Caserta a seguito dell’esistenza di diversi aspetti problematici che rendono pregiudizievoli, per l’ordine e la sicurezza pubblica, lo svolgimento di succitato incontro con la presenza di pubblico. Il che vuol dire, fuori dal burocratese che la Prefettura ha paura che possano ripeteris le baruffe avvenute l’anno scorso in occasione del play-off promozione, che portarono all’incriminazione di una giovane supporter granata, rea di aver tentato, goliardicamente, di rubare uno striscione dei tifosi ospiti. La ragazza fu la prima donna in Italia a ricevere il Daspo, il divieto di avvicinarsi alle attività spotive. Un’assurdità, la vicenda fu amplificata dai media nazionali perchè eravamo nei giorni successivi all’omicidio Raciti. La ragazzina fu tratta come una teppista incallita, che aveva solo comiuto un atto goliardico. Una stupidaggine, che però sta pregiudicando anche quest’attesissima sfida. Probabilmente l’incontro verrà trasmesso in diretta da TV LUNA. La diretta è stata resa possibile grazie alla disponibilità del Comitato Interregionale e all’interessamento del presidente William Punghellini e del segretario Mauro De Angelis. La decisione della Prefettura di Casertta. "Questa decisione ha colto di sorpresa anche i vertici federali", è il commento del presidente Giovanni Spezzaferri. "Sono rimasti molto sorpresi da questo provvedimento. E’ una decisione che crea un precedente preoccupante. La serie D, grazie anche alle direttive del presidente Punghellini, è un esempio per le altre categorie. Una dimostrazione chiara è il cosiddetto ‘terzo tempo’, da alcuni anni eseguito a fine partita e solo ora messo in pratica da serie A e B. Da oggi in poi, però, ogni partita potrebbe a rischio. Basterà dire che 700-800 tifosi sono pronti a partire da una città per raggiungerne un’altra. Questi atteggiamenti possono portare ad una spirale inarrestabile, con conseguenze negative la serie D. Per fortuna i nostri tifosi potranno assistere a questa partita, anche se in televisione. Poteva essere un grande momento di distensione per tutti i problemi che abbiamo in questo territorio".

Nicola di Santo