Una bestiale storia di sfruttamento ed emarginazione ha avuto il suo epilogo a Casoria, un uomo e una donna, entrambi rom, per punire una bambina “colpevole” di aver incassato pochi soldi chiedendo l’elemosina, le hanno bruciato la mano in una stufa a legno. Il fatto sarebbe avvenuto nel 2006 quando la bambina, oggi 13enne, viveva con la coppia di aguzzini che la comprò dai genitori all’età di 5 anni.
Oggi la ragazzina è affidata ad una casa famiglia in cui è arrivata dopo essere stata sorpresa a commettere un furto. I due individui sono stati rintracciati nel capo rom di Casoria, in via San Salvatore. Nello stesso campo nomadi sono stati arrestati anche altri due rom per non aver rispettato la disposizione del questore, che gli aveva intimato di abbandonare il territorio italiano. Una storia di sevizie che è salita alla ribalta delle cronache, mentre in Campania stanno chiudendo, per mancanza di fondi, una dopo l’altra tutte le case famiglia che ospitano minori in difficoltà, piccoli che così rischiano di ritornare nelle mani dei loro aguzzini. I politicanti non si preoccupano di loro, non sono un serbatoio elettorale “da curare”.

Di red