Continua a creare pesanti fibrillazioni all’interno del Partito Democratico, la decisione del gruppo Indesit di chiudere lo stabilimento di None (Torino) ciò mentre tiene aperto quello in Polonia, dopo alcune prese di posizione che nei giorni scorsi hanno creato evidenti imbarazzi per la duplice posizione di Maria Paola Merloni (nella foto) deputata del Pd e componente del cda dell’azienda, all’interno del partito sembrano essersi formati due schieramenti quella dei deputati “politici” e quella dei deputati “imprenditori”.All’imprenditrice della famiglia marchigiana che controlla l’azienda, si sono rivolti i deputati del suo partito: Stefano Esposito, Giorgio Merlo e Antonio Boccuzzi, rivolgendo alla collega un “accorato appello affinchè pur nel rispetto di scelte imprenditoriali, faccia sentire la sua voce”, contemporaneamente al fianco della Merloni sono scesi i suoi colleghi imprenditori, anche loro deputati del Pd, Masimo Calearo e Matteo Colanino, il primo ha detto al Corriere della Sera: “Si sta cercando di trovare una soluzione, ma la situazione è molto complessa. Che ci si aspetta da Maria Paola Merloni? E’ un’imprenditrice che vive di mercato e deve fare i conti con la crisi. Altri imprenditori, in altri partiti, vivono di Monopoli e tariffe e non hanno di questi problemi. Ma se il mercato impone misure drastiche, non c’è nulla da fare” – Calearo non ritiene quello che sta accadendo un caso politico – “Se si è costruito un partito moderno, sul modello dei democratici americani, che raccoglie sindacalisti ma anche imprenditori, possono esserci situazioni di questo genere”. Colanino, difende apertamente la Merloni, dice al quotidiano di Via Solferino: “Il gruppo Merloni ha sempre fatto impresa in maniera socialmente responsabile, sono sicuro che Maria Paola abbia fatto tutto il possibile per salvare lo stabilimento e i posti di lavoro”. Sembra essere di tutt’altro avviso Cesare Damiano, responsabile Pd per il lavoro, che ha detto: “Un’azienda che s comporta in questa maniera sbaglia. E non importa a chi appartiene l’azienda. Anche se è di una nostra parlamentare, noi abbiamo il dovere prima di tutto di tutelare l’occupazione. Per questo abbiamo chiesto al governo di convocare un tavolo tra l’azienda e i sindacati”. Un’iniziativa che è stata sollecitata da tutti i deputati piemontesi del Pd, tra i quali Piero Fassino. Nella questione ha cercato di mettere parola anche Maurizio Gasparri (Pdl) che ha accusato il leader del Pd Franceschini di non intervenire. La vicenda sta creando preoccupazione anche nel nostro territorio dove Indesit è presente con due stabilimenti nell’area industriale di Aversa Nord, a Carinaro e Teverola. Lo scorso mercoledì per analizzare la situazione, nel comune di Carinaro, si sono incontrati i rappresentanti sindacali ed i sindaci di: Aversa, Domenico Ciaramella; di Carinaro, Mario Masi; di Gricignano d’Aversa, Andrea Lettieri; di Teverola, Biagio Lusini; di Cesa, Vincenzo De Angelis e di Villa Literno, Enrico Fabozzi. I sindaci si sono dichiarati disponibili anche a partecipare ufficialmente allo sciopero nazionale, la cui manifestazione è in programma a Torino per il prossimo venerdì 20 marzo, ed è indicativo che molti dei sindaci intervenuti sono proprio vicini al Pd.
s.p.
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