La politica italiana solo a chiacchiere vuole sconfiggere la Camorra, non protegge le persone che con le loro rivelazioni aiutano gli inquirenti. Il Clan dei Casalesi in meno di una settimana ha colpito due volte: venerdì, a Villaricca nel napoletano, i sicari hanno ferito gravemente Francesca Carrino, una ragazza 25enne che ha l’unica colpa di essere la nipote di Anna Carrino, l’ex compagna del boss Francesco Bidognetti “Cicciotto e Mezzanotte”, che con le sue rivelazioni sta creando grossi problemi all’organizzazione criminale,

domenica i killer hanno ucciso Michele Orsi imprenditore che operava nel settore dei rifiuti, freddato in pieno centro a Casal di Principe, aveva iniziato a collaborare con i magistrati dopo essere finito in carcere lo scorso anno per un’inchiesta sulla gestione dei rifiuti. "Quando è stato arrestato ha reso dichiarazioni collaborative, ribadite due settimane fa nel corso dell’udienza preliminare nel processo che lo vedeva imputato", ha detto Franco Roberti, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli – ha continuato il magistrato – "Il fatto può essere riconducibile ad una strategia aggressiva e terroristica del clan dei casalesi, attuata contro chi collabora con lo Stato", In due mesi, più volte, il legale di Orsi aveva chiesto protezione per il suo assistito, ma non lo hanno ascoltato. Giovedì l’uomo doveva comparire nuovamente in Tribunale, ma lo hanno zittito per sempre. Nel corso delle sue dichiarazioni aveva fatto anche dei nomi di vari politici locali parlamentari, ha accusato l’ex ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi (coordinatore regionale di An), che è stato rinviato a giudizio per corruzione truffa, e quello dell’attuale sottosegretario all’economia Nicola Cosentino (coordinatore regionale di Forza Italia). Anche i parenti della Carrino erano esposti al tiro al bersaglio della Camorra. Alcuni uomini a bordo di un’auto con un lampeggiante blu, identico a quello in dotazione alla polizia, sono arrivati davanti all’abitazione dove la ragazza vive con i familiari, spacciandosi per agenti hanno indotto la giovane ad uscire fuori. Proprio a Bidognetti nelle scorse settimane hanno ucciso il padre, Umberto, freddato nella masseria dove lavorava, Lo scorso 2 maggio è stata la volta di un imprenditore che otto anni fa si era ribellato al racket, Domenico Noviello, titolare di un’autoscuola a Castelvolturno. E’ singolare che i killer sono entrati in azione, proprio mentre a Castelvolturno si stava svolgendo un corteo in memoria di Noviello.

Di red