Pericolo stragista e depauperamento della stampa locale
Il procuratore Franco Roberti intervenendo nella trasmissione Anno Zero, ha detto che cè il serio rischio che i Casalesi potrebbero iniziare ad adottare iniziative stragiste. I boss vedendosi privati dei loro patrimoni a seguito delle varie inchieste giudiziarie, ciò mentre molti di loro sono detenuti al regime del 41 bis, ed una volta che la prima tranche del processo Spartacus (21 ergastoli ai capi dei clan) arriverà in Cassazione, potrebbero reagire con azioni eclatanti e sanguinarie.
Gli agganci internazionali e le collusioni dell’econimia settentrionale
Nella puntata di Anno Zero, Roberto Saviano, ha anche dato una notizia inedita, che rende chiaro quale sia il potere dei Casalesi, una struttura politico militare transnazionale che tratta direttamente con il potere politico ed economico, ha rivelato che già ai tempi della guerra delle Falkland, i servizi segreti inglesi intercettarono una telefonata partita da San Cipriano dAversa e che riguardava la vendita di cannoni, che poi non si realizzò perché la guerra terminò prima. Lo stesso Saviano dice una cosa giusta, anche quando afferma che il Nord ha un debito con le nostre terre, grazie agli accordi con i Clan, dalla cosiddetta Padania hanno spedito dalle nostre parti i rifiuti tossici di molte aziende, soprattutto del Nord-Est, che sarebbero in difficoltà economiche senza i prezzi scontati praticati dai mammasanttisima dei clan, che hanno smaltito rifiuti di ogni genere avvelenandoci. Il Nord accoglie anche i capitali intrisi del nostro sangue, i Casalesi fanno affari e salvano molte imprese in difficoltà economiche: rubano alla nostra gente ed investono in attività pulite, creando posti di lavoro a Nord, dove vengono accolti a braccia aperte. Parma docet. Stavano per sbarcare in borsa acquisendo la squadra della Lazio, l’operazione poi è saltata.
La politica e le parentele
Il Clan dei Casalesi ha una forte permeazione nella politica, impone le sue regole, e questo evidentemente sta bene a molti nei palazzi romani. Quando giunte e consigli comunali vengono sciolti per infiltrazioni camorristiche, le segreterie dei partiti non cacciano via i loro esponenti che ne fanno parte, anzi li ricandidano, e chi tace acconsente. Nella nostra zona lo scioglimento riguarda: Casaluce, Lusciano, San Cipriano dAversa, Casoria e Crispano, a Melito dopo 3 anni di commissariamento solo adesso verrà eletto il nuovo sindaco. Rispetto alla questione delle infiltrazioni camorristiche nella politica, il fenomeno tal volta si può prestare a dei facili equivoci, se non a delle strumentalizzazioni, i parenti non ce li scegliamo ci capitano, ed in realtà ristrette ad alto tasso di criminalità, può anche capitare di essere parente di, ma questo non deve costituire una preclusione, ovviamente con tutte le attenzioni che la complessità del caso richiede.
Il depauperamento della stampa da parte dei "giornalistoni"
Nella trasmissione di Santoro si è anche cercato di far passare lidea che ai camorristi fa comodo che i giornali locali parlino di loro, perché così affermano il loro potere in maniera ancora più palese, quindi cosa si vorrebbe che i fatti di cronaca del nostro territorio venissero censurati? Ciò non è possibile, poi verremmo accusati di autocensuraci per riverenza ai boss. O certe cose sono tollerabili solo quando le scrivono i Saviano della situazione, che peraltro arrivano anche a scoppio ritardato, dopo molti che altri hanno avuto e stanno avendo il fegato di rischiare la vita. Non a caso i boss, oltre a lui, hanno minacciato anche quattro cronisti locali: Rosaria Capacchione, Tina Palomba, Carlo Pascarella (da parte del Clan Lubrano) e Mimmo Palmiero
Salvatore Pizzo