Per la prima volta una trasmissione televisiva nazionale è stata dedicata al Clan dei Casalesi: Anno Zero, condotta su Rai Due da Michele Santoro. Il giornalista Sandro Ruotolo si è recato a Casal di Principe ed a Parma, dove i casalesi con l’aiuto di settori dell’economia emiliana, hanno molti interessi economici. E’ stata intervistata Anna Carrino,

l’ex compagna di Francesco Bidognetti che con le sue rivelazioni ha fatto arrestare numerosi esponenti dell’organizzazione malavitosa, la più potente d’Europa, tra loro anche il marito della figlia Gianni Lubello. Ha raccontato la sua storia anche l’imprenditore Gaetano Vassallo che dopo aver pagato il “regalo per i carcerati” per anni, ha deciso di ribellarsi e collaborare con la giustizia, sono stati intervistati due sindaci: quello di San Cipriano d’Aversa, Enrico Martinelli (da poco decaduto dalla carica per l’ennesimo scioglimento di giunta e consiglio per infiltrazioni camorristiche) e quello di Casal di Principe, Cipriano Cristiano. Ha parlato anche Aldo Bazzini, che già era stato intervistato dalla giornalista Francesca Villani dell’Informazione di Parma, è stato il primo imprenditore del Nord (è di Parma) condannato perché ritenuto complice dei Casalesi (suo figlio Andrea ha preferito patteggiare la pena, 2 anni). In studio c’era il magistrato Franco Roberti, della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sono intervenuti tra gli altri anche i figli di Federico del Prete, il sindacalista ucciso dai Casalesi per essersi ribellato al racket ai danni degli ambulanti. C’era anche lo scrittore Roberto Saviano, che pur non essendo il primo e l’unico a denunciare la piovra dei Casalesi, è l’unico ad essere celebrato come una star, tutti gli altri vengono censurati dai colleghi “più importanti”, loro possono anche morire non meritano nulla. Ieri per l’ennesima volta si è ricordato che il Clan capeggiato da Michele Zagara ed Antonio Iovine, ha minacciato Saviano, la giornalista Rosaria Capacchione ed il magistrato Faranco Roberti, ma si è omesso che le minacce riguardano anche i giornalisti Tina Palomba e Domenico Palmiero del Corriere di Caserta. Saviano, raccontando ciò che i giornalisti della nostra zona coraggiosamente, soli contro tutti, scrivono da decenni sta vendendo molte copie, ciò anche grazie alla diffusione garantita dalla Mondadori, adesso la sua opera, dopo essere stata rappresentata in teatro, diventerà anche un film, altri incassi. Ieri si sono esibiti anche i gli Alma Negretta, che hanno dedicato un loro brano alla piovra dei Casalesi. Lui ha la scorta ed agli altri giornalisti che fanno nera e giudiziaria abitando a pochi metri dai boss, quale tutela? Ieri è stata mandata in onda una telefonta fatta da Iovine e Zagaria al collega Carlo Pascarella, ex giornale di Caserta ora a Buongiorno Caserta, i boss chiedevano una rettifica, volevano si sapesse che non fossero in guerra. Pascarella ha già subito intimidazioni da un altro clan, quello dei Lubrano, lui non merita le stesse attenzioni di Saviano?

Salvatore Pizzo