Una circostanziata denuncia firmata da alcuni presidi di Parma
ASSOCIAZIONE DELLE SCUOLE AUTONOME DELLA PROVINCIA DI PARMA
Parma, 21/01/09
Al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione
Al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna
Al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale
Agli Onorevoli Parlamentari del territorio della Provincia di Parma
Oggetto: Lo schema di regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” –Considerazione e riflessioni della Associazione delle Scuole Autonome della Provincia di Parma.
Dall’esame dello schema di cui all’oggetto e della CM n° 4/09, relativa alle iscrizioni per l’anno scolastico 2009/10, emergono i seguenti punti di criticità:
1. L’ampia possibilità di scelta del tempo scuola lasciata alle famiglie, determina l’impossibilità di raggiungere l’obiettivo di costituire nelle singole scuole classi equilibrate, come peraltro auspicato nella stessa circolare sulle iscrizioni (“…individuazione di criteri che non determinino condizioni e situazioni di esclusione o squilibri immotivati” – CM n° 4/09, Indicazioni generali – Marzo giugno).
2. Allo stesso modo la possibilità di scelta dell’inglese potenziato, nella scuola secondaria di primo grado, determinerà evidenti difficoltà nella formazione delle classi: da una parte nasceranno gruppi predeterminati, dall’altra, nelle piccole scuole non si potrà rispondere alle richieste delle famiglie. In molte scuole si correrà il rischio della scomparsa della seconda lingua comunitaria, il che nel nostro contesto europeo risulta altamente penalizzante.
3. La mancanza di informazioni certe sulla determinazione degli organici, impedisce di fornire alle famiglie notizie attendibili circa il piano dell’offerta formativa e l’organizzazione degli orari delle attività didattiche.
4. L’eliminazione completa delle compresenze nell’ambito della scuola primaria determinerà l’impossibilità di articolare l’offerta formativa in base ai bisogni effettivi degli alunni (alunni con disturbi specifici di apprendimento, alunni che richiedano attività alternative alla Religione Cattolica, alunni di lingua nativa non italiana). Il medesimo provvedimento impedirà di procedere alle sostituzioni dei docenti assenti con personale in servizio, producendo disservizi organizzativi, criticità nella vigilanza sui minori e aggravio di spesa
per le supplenze brevi.
5. L’organizzazione della scuola primaria articolata in 24, 27, 30 e 40 ore non consentirà l’unitarietà dell’insegnamento auspicata, in quanto l’eliminazione delle compresenze determinerà l’utilizzo di quote orario dei singoli docenti su più classi.
6. L’organizzazione della scuola primaria a 27 o 30 ore, di norma, prevede l’attivazione di un servizio mensa, per il quale i documenti in esame non danno indicazioni in merito alle risorse da utilizzare per l’assistenza degli alunni.
Si auspica che le criticità sopra evidenziate trovino una soluzione nella stesura definitiva del regolamento.
Per l’Associazione delle Scuole Autonome della Provincia di Parma (ASAPA)
Bertolotti Sergio
Belli Silvana
Donata Donati
Morini Graziana
Parmigiani Massimo
Toffoloni Amanzio