Due Tribunali quello di Tivoli e quello di Giugliano nati insieme, ma quello laziale, dove la criminalità non è certamente imperante come da noi, esiste realmente, mentre quello di Giugliano non c’è nemmeno sulla carta. Un chiaro esempio di come dalle nostre parti nemmeno le istituzioni centrali dello stato rispettino le leggi. Ieri, dopo anni di attesa, la sezione napoletana dell’Anm (Associazione nazionale dei magistrati) ha rivolto un appello al Ministro della Giustizia Clemente Mastella, affinché ”cominci a valutare l’opportunità di reinvestire sugli uffici giudiziari”.

Il Pm Cantone, sostituto della Dda di Napoli, oltre a lamentare la cronica carenza di mezzi (auto, benzina, carta, stenotipisti), intravede una parziale via d’uscita dall’ingolfamento che affligge gli uffici giudiziari del Distretto di Napoli con l’apertura del Tribunale di Giugliano, istituito una mezza dozzina di anni fa e mai inaugurato. ”L’apertura di questo Tribunale, che comprende importanti e popolosi centri come Giugliano, Marano e Pozzuoli, e’ strategica”, dice Cantone. Il Pm anticamorra auspica che ”il nuovo ministro della Giustizia, tra l’altro, campano, si faccia carico, come primo atto, di aprire finalmente il tribunale di Giugliano, istituito contemporaneamente a quello di Tivoli, quest’ultimo, a suo tempo, regolarmente inaugurato”. Significherà pur qualcosa che nelle zona dove spadroneggiano i clan, che riescono a costringere le aziende alla chiusura, lo stato abbia fatto finta di istituire un Tribunale che non è mai partito. Il grido d’allarme è venuto dai magistrati non certo dai politici locali, nei giorni scorsi anche gli imprenditori erano intervenuti duramente su questi temi, ma i politici locali? Nulla dicono e nulla fanno.

sa.pi.

Di sa.pi.