Certi politici anziché pensare di offrire maggiori strumenti legislativi affinché gli insegnanti possano avere a disposizione poteri più cogenti, affinché la scuola fornisca con maggiore autorevolezza e fermezza il servizio pubblica istruzione, si adoperano affinchè avvenga il contrario. Adesso mettono in discussione persino i voti espressi dai docenti nell’esercizio della loro funzione.

Nei giorni scorsi a Bolzano, qualche politico locale ha proposto che i voti alle superiori non siano inferiori al 4, altrimenti secondo loro per gli studenti è difficile recuperare dopo aver preso 2 oppure 3. Per un serio recupero basta bocciare chi ha studiato poco e male, così avrà tutto il tempo di ripetere ciò che ha studiato male o di imparare ciò che non ha studiato. Con certe proposte si educano i giovani ad invocare regole che sanno di favore e non di merito. Alla faccia della teutonica Bolzano. Certi giovani (adulti) dopo i 16 anni obbligatori per legge, una volta ottenuta l’istruzione di base, se non si sentono in grado o non hanno voglia di frequentare la scuola, devono essere instradati verso l’apprendimento di un mestiere, devono andare a bottega. L’Italia ha bisogno anche di chi lavora di braccia, non solo di colletti bianchi. Salvatore Pizzo

(fautore del movimento di pensiero “docente, autorità dello stato che forma” )