Come è ben noto il turismo enogastronomico e culturale può essere il volano dell’economia del nostro territorio,
un’opportunità che non è stata mai colta dalle classi dirigenti locali, spesso caratterizzate dalla presenza di elementi poco alfabetizzati incapaci di cogliere questa grande e duplice peculiarità del nostro territorio. In un contesto di valorizzazione del territorio per fare impresa rispetto a questo, un ruolo fondamentale lo giocano le Pro Loco. Proprio qualche giorno fa l’ex assessore alla cultura del Comune di Aversa, Rosario Ippone, con una dichiarazione rilasciata al periodico Nero Su Bianco ha definito la Pro Loco di Aversa “un peso morto” per l’Amministrazione Comunale, accusandola di “non sapere andare oltre i confini locali”, cosa che andrebbe detta anche ai colleghi politici locali di Ippone. Effettivamente l’attuale presidenza di Gennaro Fedele si insediò in momento storico in cui la città era afflitta da una classe dirigente, addirittura peggiore di quella attuale. A questo proposito abbiamo sentito il parere del Console del Touring Club Sergio d’Ottone, e vice presidente della stessa Pro Loco di Aversa. D’Ottone ha confermato che il problema c’è, e che nel momento in cui si rinnoveranno le cariche associative bisognerà tenere conto in maniera diversa delle necessità che riguardano Aversa. Il Console del Touring Club ha confermato che sta lavorando per un direttivo qualificato, che sia espressione delle varie componenti che devono interagire per promuovere il turismo ad Aversa come fatto non solo culturale ma anche economico, ed ha indicato: amministrazione comunale, Diocesi (proprietaria della metà della ricchezza monumentale), associazioni imprenditoriali, scuole (in particolare quella alberghiera e l’istituto “Mattei” per il turismo). Portare i turisti ad Aversa e vivere di questo è una cosa che si può fare, purtroppo la città paga lo scotto di avere degli imprenditori predisposti solo alla costruzione di appartamenti per famiglie numerose, che talvolta non hanno sufficiente preparazione per capire che c’è anche dell’altro. Non a caso D’Ottone ha fatto notare che sussiste la possibilità di accedere a finanziamenti pubblici da parte delle imprese interessate a questo settore, e che purtroppo nell’aversano, nel giuglianese e nell’atellano non vengono richiesti. Speriamo bene nel prossimo direttivo della Pro Loco. Salvatore Pizzo