Otto anni fa nacque l’iniziativa “Quotidiano in classe”, che ha lo scopo di diffondere e promuovere la lettura dei giornali tra i giovani. I 273 docenti “pionieri” di quella che fu una novità per la scuola italiana, nei giorni scorsi si sono incontrati a Firenze, da allora gli insegnanti che aderiscono a questa iniziativa sono tanti, ben 38mila 500, che grazie all’Osservatorio Permanente dei Giovani Editori,

quest’anno hanno portato i quotidiani sui banchi un milione 549mila studenti. Nonostante questo, alcuni settori politici ritengono che il Ministero della Pubblica Istruzione, in barba ad ogni criterio di diritto e di logica, non debba valutare il titolo di giornalista tra i titoli professionali, aggiuntivi ai titoli di studio, acquisiti dal personale ai fini del computo del punteggio nelle graduatorie. L’ex vice ministro Bastico, ponendosi sulle posizioni di una certa gerontocrazia burocratica, ha definito il titolo di giornalista “non attinente” alla professione di docente.