La costituzione del Consorzio Impre.co fu salutata sette anni fa in maniera trionfale con una manifestazione che si tenne al Teatro Cimarosa di Aversa, alla quale partecipò l’allora Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, invece le attività di questa entità si sono rivelate tutt’altro che un’occasione di sviluppo per il nostro territorio:

lontano dai clamori nazionali che vengono tributati ad altre vicende giudiziarie, la magistratura di Santa Maria Capua Vetere sta intervenendo in maniera incisiva, già prima lo aveva fatto anche la Corte Costituzionale, ciò che sta emergendo fa evincere delle pesanti responsabilità politiche, quella sinistra che spesso vuole dare patenti di onestà e legalità. Purtroppo il centro destra non è meglio. In carcere sono finite sei persone, avrebbero organizzato finte operazioni bancarie per un valore di 38 milioni di euro, realizzate con 124 bonifici per far risultare delle forniture fittizie nel tentativo di ottenere finanziamenti pubblici per 22 milioni di euro, parte di un’erogazione di fondi pubblici che doveva ammontare a complessivi 160 milioni di euro. Sono finiti agli arresti il commercialista Luigi Giangrande, 50 anni, residente a Lusciano, già presidente del consiglio di amministrazione del consorzio Impreco, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, reato contestato anche ad Achille Pagano, 59 anni, di Aversa, amministratore della Cogepi Spa; Leonardo Marzocchi, 45 anni, di Teverola amministratore della Edil Marzocchi; Umberto Colonna, di Napoli, residente a Roma, già dirigente della filiale di Largo Amico del Banco Napoli di Caserta l’uomo che dall’interno della banca avrebbe aiutato a simulare le operazioni bancarie; Domenico Di Martino, 53 anni, amministratore della Cogedim e Emilio Di Martino, 80 anni, padre di Domenico ed entrambi di Casaluce, l’unico a beneficiare degli arresti domiciliari a causa dell’età. A far scoprire tutto è stata la segnalazione di un funzionario del San Paolo Banco di Napoli al Servizio Ispettivo interno, avviata dopo la richiesta di svincolo della fideiussione dell’ingente somma di danaro. La magistratura ha disposto l’obbligo di dimora per i titolari di vari calzaturifici che sorgono nell’area industriale di Gricignano d’Aversa e Carinaro: Felice Gravino (Calzaturificio Gravino), Agostino Virgilio (Gi.Vi.), Vittorio Martire (Pavimar), Raffaele Concione (Coraf), Clelia Marinaro (Brecos), Giovanna Laudante (Bluink), Amodio Lecce (Italian Shoes), Angelo Di Martino (Dimagraf), Monica Fedele (Calzaturificio Europa) tutti residenti tra Aversa, San Marcellino e Carinaro, Ciro De Lucia, di Napoli (Masconf); Gennaro D’Ambrosio, di Caivano (Canali Srl); Gennaro Cassandro, di Qualiano (Prima Stagione); Nicola Vitale, di Varese (Tessil Saurer); Gennaro D’Alessandro, di Napoli (Vindal), Pasquale Mangiapia, di Pozzuoli (Carton Varz), Vincenzo Mazzola, di Casavatore (Global Corporation),; Raffaele D’Angelo, di Lusciano (Merif Pellami); Andrea Mazzella, di Napoli (Palmarola); Maria Rosaria Illiano, di Bacoli (Gruppo Margi) e Giuseppe Giusti, di Frattamggiore (Calzaturificio Liverpool). Per insediare le imprese aderenti al Consorzio Impre.co furono forzatamente espropriati dei terreni ai contadini della zona, della terrà che poteva produrre eccellenze agroalimentari ed incrementare un filiera del gusto e del buon mangiare è stata tolta a forza ai proprietari per fare quello che sta emergendo, questi sono i politicanti che ci ritroviamo. Successivamente la procedura adottata dal Consorzio Impre.co per espropriare i fondi di Gricignano per realizzare il cosiddetto Polo della Moda “Impreco” è stata dichiarata illegittima, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali alcune parti delle relative leggi regionali emesse ad hoc per compiere lo scippo. A sollevare la questione dinnanzi alla suprema corte era stato il Consiglio di Stato, davanti al quale era arrivata il contenzioso avviato dai proprietari dei fondi contro l’Asi, la Regione e Impreco, tre soggetti che avevano già avuto torto in primo grado davanti al Tar. In merito alle attività di Impre.co ci fu anche un’interrogazione parlamentare del senatore Coronella (An), in merito alla quale ci fu la risposta del Viceministro allo Svipluppo Economico Sergio D’Antoni, che così recitava: “Il 14 luglio 2006 venivano emessi due decreti di revoca dei finanziamenti a carico di due aziende del Polo della Moda situate sul territorio di Carinaro. Il successivo 20 luglio, la Guardia di Finanza avviava accertamenti per 22 società consorziate con l’accusa di truffa ai danni dello Stato. Sulla scorta dei verbali delle Fiamme Gialle, il ministero dava inizio alla procedura di revoca dei finanziamenti per 21 delle 22 società sotto indagine (per una si era già provveduto alla revoca il 14 luglio). Il 19 settembre le 21 aziende trasmettevano le proprie controdeduzioni alla Guardia di Finanza per le conclusioni di competenza, delle quali si è in attesa. Le opere dovevano terminare entro il 31 dicembre 2003, poi, per via di proroghe richieste dalle società consorziate, entro il 31 gennaio 2007, ma la scadenza non è stata rispettata. Relativamente alla validità delle leggi regionali che hanno consentito gli espropri dei terreni interessati, si attende il giudizio della Corte Costituzionale (che poi è arrivato ndr)”.

 s.p.

 

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L’interrogazione di Coronella –

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico, dell’economia e delle finanze, della giustizia e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. –

Premesso che: nel 1998 è stato costituito il Consorzio Impre.Co., con sede nel comune di Carinaro (Caserta), zona industriale Aversa nord, tra 50 piccole e medie aziende di produzione nel settore del tessile e della moda (abbigliamento, intimo, bijoutteria, bottonifici, calzaturifici, calzature ortopediche, contrafforti, corsetteria, macchinari, grafica pubblicitaria, ombrellifici, pigiamifici, ricamifici, rifinitura pelli, scatolifici, servizi, seterie, suolettifici, tacchifici, tomaifici). Lo scopo era quello di attuare una totale integrazione orizzontale e verticale fra i vari settori del Sistema Moda e sfruttare le sinergie che ne derivano; il 5 maggio 1999 è stato presentato il progetto Impre.Co., per accedere alla contrattazione negoziata prevista dalla legge 23 dicembre 1996, n. 662, progetto che prevedeva la creazione di una cittadella industriale ubicata nell’area ASI di Caserta e precisamente nella zona di Aversa nord fra i comuni di Carinaro e Gricignano di Aversa in una superficie di 350.000 metri quadrati e con il costo di 319 miliardi di lire finanziato in parte dallo Stato e in parte dalla Regione Campania; il 6 aprile 2000 il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, on. Massimo D’Alema, ha partecipato al convegno che si è svolto ad Aversa, al Teatro Cimarosa, indetto dal Consorzio Impre.Co., con il titolo “La programmazione negoziata e i sistemi locali di sviluppo dell’agro aversano: Il Progetto Impre.co.". Questa è la dichiarazione rilasciata alla stampa dal Presidente del Consiglio dei ministri: “Il Governo porterà all’attenzione del CIPE la delibera per il finanziamento del progetto, che è poi il passo decisivo affinché la struttura possa definitivamente decollare. Una cosa è certa: della validità dell’impresa che darà lavoro ad oltre 1700 persone, ci credono anche a Roma, perché è l’esempio di un Mezzogiorno che non è più vittima di se stesso.";

il 21 dicembre 2000 il CIPE ha approvato il contratto di programma Impre.Co. Nella delibera era riportato che l’investimento ammissibile era di 319 miliardi di lire, con un onere per lo Stato di 112 miliardi e un cofinanziamento regionale di pari importo. L’occupazione prevista era di 1175 nuovi addetti; il 30 giugno 2003 più di mille persone, fra autorità civili, politiche, militari e religiose, hanno partecipato alla cerimonia di posa della prima pietra del Polo della Moda Impre.Co. Erano tra gli ospiti: il sottosegretario per le attività produttive pro tempore, Giuseppe Galati (in rappresentanza del ministro Marzano), il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il Rettore della II Università degli Studi di Napoli, professor Antonio Grella, e il Prefetto di Caserta, Carlo Schilardi. Erano presenti, inoltre, il deputato Lorenzo Diana, l’Assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Alois ed il Presidente del Consorzio Asi di Caserta, Achille Natalizio; il 5 e il 24 settembre 2003, dopo un’anomala e tormentata fase per le procedure di esproprio, l’Ufficio tecnico del Comune di Gricignano di Aversa ha rilasciato al Consorzio Impre.Co. le autorizzazioni per la costruzione dell’opera; dopo la realizzazione di alcuni capannoni, allo stato grezzo, i lavori sono stati sospesi e il cantiere è stato completamente abbandonato;

il 15 giugno 2006 è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Campania la revoca del finanziamento di 13 miliardi di lire destinato al consorzio Impre.Co. per le attività di formazione e la “rimodulazione” dello stesso importo a favore di altri patti formativi del territorio campano; il 23 ottobre 2006 la Guardia di finanza di Aversa ha proceduto al sequestro del cantiere Impre.Co. per violazioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, accertando che l’area veniva utilizzata quale vera e propria discarica abusiva di ogni genere di materiale, l’interrogante chiede di conoscere: quale sia l’ammontare delle risorse erogate in base al contratto di programma; quale sia lo stato di attuazione del programma di investimenti previsto nel contratto;

quali siano le prospettive industriali per le imprese che hanno realizzato o stanno realizzando investimenti in base al contratto di programma; se siano noti i motivi che hanno indotto la Regione Campania a revocare il finanziamento; se risulti che sia pendente un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, per i fatti relativi alla gestione del finanziamento; quale sia lo stato del procedimento relativo al sequestro del cantiere Impre.Co. da parte della Guardia di finanza di Aversa

Di s.p.