La filiera ippica è un comparto consistente della nostra economia locale ed ha il suo fulcro nell’Ippodromo “Cirigliano” di Aversa, che direttamente ed indirettamente offre reddito ad alcune centinaia di famiglie del nostro territorio. Le sue quote di mercato interessano molte lobby del settore ippico, specificamente quello delle scommesse, che vorrebbero portarle in altri luoghi laddove ne trarrebbero reddito a discapito del nostro territorio.

In questi giorni sta tornando in auge una vecchia modalità di strumentalizzazione, essa trae spunto dall’impossibilità delle forze dell’ordine, gravate da scarse risorse, ad arginare la criminalità dilagante che interessa tutta l’Italia meridionale, fenomeno che ovviamente fa sentire il suo peso su tutte le attività economicamente rilevanti, che vanno tutelate e non affossate. C’è chi in maniera molto interessata persevera questo teorema: “La criminalità assedia il “Cirigliano”, chiudiamolo”. Non si è mai visto che un’attività messa in crisi dalla Camorra chiusa d’autorità dallo stato che dovrebbe difenderla. Le corse dei cavalli sono organizzate attraverso l’ente Unire dal Ministero delle Politiche Agricole, e nell’eventualità che diventasse realtà il teorema sostenuto con forza da un ascoltata famiglia marchigiana, animatrice di un sito internet che sa fare un buon lobbing, sarebbe una sconfitta per lo Stato che sospenderebbe una sua attività per colpa della Camorra. Nel caso in cui si verificasse questa eventualità: il Ministro Paolo De Castro dovrebbe dimettersi, lo stesso dovrebbe accadere per il Ministro degli interni Giuliano Amato, noi riteniamo che il Prefetto ed il Questore di Caserta non debbano cedere alle pressioni mediatiche, economiche e politiche di chi vuole strumentalizzare. Uno scenario di questo tipo porterebbe a configurare anche la responsabilità politica dei parlamentari di maggioranza del nostro territorio: Tommaso Casillo (sottosegretario alle Infrastrutture) dello Sdi e Aniello Palumbo della Margherita, hanno il dovere di rappresentanza verso i ministri. Il commissario dell’Unire, Guido Melzi d’Eril, recentemente nominato dal Ministro De Castro, ha detto bene in un’intervista a Sandro Cepparulo della Gazzetta dello Sport, che l’ente non ha intenzione di percorrere la strada della chiusura. Melzi d’Eril ha dato anche un altro segnale di discontinuità che però è stato salutato con gioia solo da alcuni esperti ippici che abitano dalle parti di Fermo, ha nominato una nuova giuria al Cirigliano, e chissà perché questi nuovi funzionari sono ritenuti migliori di quelli mandati via. Nelle Marche lo sapranno. Nell’aversano la Camorra infesta il territorio, in altre zone, come ad esempio nella cittadina marchigiana di Montegiorgio dove esiste un bellissimo ippodromo dove sicuramente non succede mai nulla perché lì c’è della brava gente, ci sono altri problemi che riguardano il territorio, ma nessuno pensa di chiudere le attività della zona. Qualche giorno fa nel paesino del fermano, nel corso di alcuni controlli effettuati all’interno di tre casolari, la polizia di Fermo ha arrestato sette operai cinesi, già espulsi dall’Italia perchè sprovvisti di regolare permesso di soggiorno. Sempre nella stessa zona, lo scorso 18 gennaio la polizia aveva individuato altri immigrati clandestini, anche loro cinesi, che facciamo? Certamente non chiudiamo le attività della zona. Se qualcuno nell’ippica vuole dare adito alle strumentalizzazioni coinvolgendo anche le autorità di Pubblica sicurezza, sappia che ci sono anche decine di famiglie oneste che da questi giochi potrebbero essere danneggiate, e che porrebbero problemi ben diversi agli esescutori materiali delle volontà di queste lobby ippiche, un esempio: l’Istituzione della provincia di Aversa serve a dare slancio ad una zona depressa, quindi per “causa di forza maggiore” si potrebbe sostenre l’idea di dirottare i fondi per avviare quella di Fermo verso la città campana, così Aversa non avrebbe più un Commissariato ma una Questura.