Nei mesi scorsi il parlamentare Paolo Santulli, prima di Forza Italia poi passato all’Udeur, con toni entusiastici, aveva annunciato, un finanziamento nazionale di 2 milioni di euro per la costruzione di una pista di atletica ad Aversa.

Entro lo scorso 30 settembre l’amministrazione comunale avrebbe dovuto indicare l’area, dove il nuovo impianto sportivo dovrebbe sorgere, ma questo non è stato fatto. Come al solito la questione è stata costellata dalle solite schermaglie pseudo politiche che da sempre sono una piaga drammatica per lo sviluppo del nostro territorio, colpevolmente consegnato da decenni a classi dirigenti che non hanno una visione internazionale. Santulli, che nel frattempo è diventato avversario politico del Sindaco Domenico Ciaramella, ha accusato duramente primo cittadino di non aver fatto il necessario e lo ha invitato a dimettersi. Ciaramella ha a sua volta risposto che l’ex assessore Barbato, insieme allo stesso Santulli, a suo tempo avevano individuato un terreno “non adatto perchè a destinazione scolastica”. Ciaramella ha anche fatto sapere che del finanziamento è andata perduta solo una tranche, perchè lo scorso 5 dicembre avrebbe avuto un colloquio con il sottosegretario all’Economia Conte, ciò affinchè non vada perduta tutta la somma. Per capire dov’è il problema bisogna valutare bene queste parole del Sindaco di Aversa: “(…) Aversa ha pochi terreni adatti e bisognerebbe una variante al Prg”. Ecco, questo è uno dei chiari esempi del danno profondo che gli aversani, con le loro classi dirigenti quartinare, si sono autoinflitti.Il territorio è stato saturato con dei palazzoni brutti, che non servono a niente, dei mostri assemblati che costituiscono delle “moderne” periferie degradate, nate dall’incapacità imprenditoriale di creare altro, nonostante le potenzialità turistiche del territorio. Dei quartini brutti che una pletora di cafoni porta come fregio, ci riferiamo a quei giovani sposi aversani che devono “sistemarsi” col matrimonio (e purtroppo sono molti, figli di quei posticci “fidanzamenti in casa” dove il progresso è ancora un oggetto sconosciuto), che prima di convolare a nozze si vantano di aver acquistato quegli appartamenti, concepiti solo per famiglie numerose e inseriti in un contesto di degrado incivile. Si fanno i debiti per comprare quelle case orrende, ragazzi (e rispettivi genitori) devono spararsela, con la frasina magica “mi sposo io tengo il quartino!”. Non gli importa se costituiscono una famiglia indebitata prima di nascere, che andrà ad abitare nel degrado di questi nuovi dormitori, dove purtroppo questa gente si riprodurrà creando nuove generazioni di aversani figli del disastro e quindi handicappati in partenza. Un business che una certa classe imprenditoriale aversana, fatta di molti poveri cristi che spesso non sanno parlare nemmeno in italiano lontani dai salotti della finanza che conta, ha cavalcato in maniera autodistruttiva. Adesso il territorio è saturo e non si può fare la pista di atletica, e questo ben gli sta, tuttavia una soluzione ci sarebbe: il comune potrebbe acquistare qualche palazzaccio brutto, abbatterlo, e costruire la pista di atletica, ma ci vogliono gli attributi per fare certe scelte, e ad Aversa pochi li hanno. Salvatore Pizzo