Clan dei Casalesi: i soldi intrisi del sangue della nostra gente che fanno ricchezza
in Emilia

Il Consiglio provinciale di Modena si è riunito in seduta straordinaria per approvare un ordine del giorno volto a prevenire la presenza della criminalità organizzata nella zona, in particolare lì è presente qualche frangia del Clan dei Casalesi. Sono intervenuti Enzo Ciconte, studioso del fenomeno mafioso e Lucia Musti, magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Bologna. «Il Clan dei casalesi è la vera emergenza modenese – ha detto il Pm- Sono insediati da tempo nella provincia. Quotidianamente collaboro con la Dda di Napoli perché i reati commessi in Emilia sono strettamente connessi con la casa madre», il duo Antonio Iovine – Michele Zagaria che si nascondono tra Casapesenna e San Cipriano d’Aversa. «I reati di stampo mafioso commessi a Modena e provincia sono l’estorsione nei confronti di imprenditori campani, le lesioni volontarie a scopo intimidatorio, gli incendi dolosi per punire chi non vuole assoggettarsi al clan, le intimidazioni tramite proiettili lasciati davanti ai cantieri, il riciclaggio del denaro sporco e le bische clandestine». Lucia Musti ha fatto presente che la penetrazione nella zona del Clan dei Casalesi avviene anche attraverso l’edilizia, sono 570 imprese edili i cui proprietari provengono dalle nostre zone, ovviamente la quasi totalità sono oneste in mano a gente per bene, ma tra esse si nascondono quelle che fanno riferimento al Clan. «E’ preoccupante – spiega il pm – perché vuol dire che le imprese dei clan, una volta stabilitesi nel Modenese, controlleranno la manodopera in nero, agiranno richieste estorsive e tenteranno di gareggiare per accaparrarsi gli appalti». Per l’occasione il Pm Lucia Musti ha criticato anche le novità legislative che stanno per essere introdotte nell’ordinamento, ha detto: «La stretta sulle intercettazioni e la modifica dei poteri del pm diventa sicuramente più difficile contrastare efficacemente le mafie». Ciconte ha fatto notare che: “Al Nord i mafiosi non vengono per ammazzare, ma per perpetrare i loro affari, riciclare e infettare il tessuto economico. L’eccessiva liquidità di cui dispongono li induce a spendere e in un momento di terribile crisi economica come quello attuale, in cui imprenditori, banche e soggetti economici sono alla ricerca di liquidità, il rischio è che s’incrocino queste due realtà». A Modena il Clan dei Casalesi stanno diversificando la loro attività anche nella gestione delle bische clandestine e dell’usura. Inquietanti sono stati alcuni episodi degli ultimi tempi: le intimidazioni al sindaco di Vignola, Massimo Mezzetti, consigliere regionale, e la bomba alle agenzie delle entrate. Un intervento indicativo di quello che sta avvenendo è stato fatto dal consigliere Barbieri della Lega Nord che denunciato il caso di un fatto avvenuto a Castelfranco Emilia: «Secondo voci di popolo si sarebbe tenuta una cena tra imprenditori campani e modenesi e alla fine della stessa i primi avrebbero detto: questa volta paghiamo noi, dalla prossima pagate voi».

Di sp