Acqua in brocca, è questo il nome della campagna nazionale di Legambiente per incentivare l’uso dell’acqua pubblica, che l’associazione ambientalista ha proposto su scala locale anche a Sant’Arpino. Legambiente Geofilos, che ha sede nel comune atellano, ha partecipato alla settimana dell’Unesco per l’educazione allo Sviluppo Sostenibile 2008 dedicata alla riduzione ed al riciclo dei rifiuti, in collaborazione con il Comune di Sant’Arpino, proponendo la campagna “Imbrocchiamola”.
«Gli italiani sono i primi consumatori al mondo di acque minerali. – Commenta Antonio Pascale, presidente di Legambiente Geofilos – Ogni anno ne bevono quasi 190 litri a testa, in media. E fuori casa, nei locali pubblici, bevono quasi esclusivamente acqua in bottiglia. Spesso sono gli stessi gestori che, alla richiesta di acqua in brocca o un bicchiere di acqua di rubinetto, spiegano di non poterla servire, anche se nessuna legge lo vieta». Fortunatamente non in tutto il territorio l’acqua è inquinata come in alcune zone del Casalasco e del Liternese, come purtroppo hanno confermato le analisi della Us Navy. Ieri mattina (domenica) in piazza Umberto I a Sant’Arpino i volontari dell’Associazione Geofilos hanno mostrato i risultati delle analisi di potabilità emessi dall’Asl a seguito delle analisi che vengono effettuati ogni mese per dimostrare che l’acqua del rubinetto si può bere perché è buona. Un altro problema legato all’utilizzo di acqua in bottiglia è che dopo averla bevuta dobbiamo “liberarci” appunto della bottiglia. Meno bottiglie, meno rifiuti: è un’equazione perfetta quella che si nasconde dietro l’iniziativa ”Imbrocchiamola”, la campagna rilanciata da Legambiente e Altraeconomia – in occasione della Settimana dell’UNESCO 2008 – per sensibilizzare ristoranti, pizzerie e bar ad utilizzare l’acqua del rubinetto al posto di quella minerale imbottigliata. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire la diffusione dell’utilizzo dell’acqua ”del Sindaco”, anche perché non esiste nessun obbligo di legge a vendere esclusivamente le bottiglie di minerale, mentre esistono ottime ragioni, ambientali ed economiche, per scegliere quella dell’acquedotto. L’Italia è il Paese in cui si ha il maggior consumo di acqua in bottiglia nel mondo, (oltre mezzo litro a testa al giorno). Un dato in costante aumento, triplicato in poco più di 20 anni (nel 1985 erano appena 65 litri), e con esso anche il volume di affari per i produttori di acqua minerale è aumentato e di molto. Un business miliardario per le industrie dell’acqua minerale che sarebbe favorito, secondo Legambiente e Altreconomia, anche dai canoni di concessione molto bassi che vengono versati alle Regioni. Si va dai 3 euro ogni mille litri prelevati in Veneto ai 5 centesimi ogni mille litri della Campania. In molti casi questi introiti non sono neanche sufficienti a coprire le spese sostenute per lo smaltimento delle numerose bottiglie in plastica derivanti dal consumo di acque minerali che sfuggono alle raccolte differenziate. Nell’Ambito della Settimana UNESCO il Circolo Geofilos ha coinvolto anche gli studenti aderenti al progetto Scuole Aperte con i quali sono state realizzate attività pratiche relative all’uso sostenibile dell’acqua.